Video: il mio intervento alla Camera dei deputati

Il 6 agosto 2020 sono stato ascoltato alla Camera dei deputati italiana, dinanzi alla Commissione affari esteri. Il contesto era l’indagine avviata dalla Commissione sulle influenze straniere in Italia. Ho parlato di conflitto in Ucraina, rapporti con la Russia, guerra ibrida e temi correlati. Questo è il video completo dell’intervento. Gli stessi temi sono approfonditi nel mio ultimo libro «Il progetto della Russia su di noi.»


Una risposta alla replica del presidente della Commissione (udibile al minuto 35:00) si trova in >questo articolo, che è utile anche per un primo approfondimento dei fatti in corso in Bielorussia e dell’avvelenamento dell’oppositore russo Aleksej Naval’nyj.

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18 risposte

  1. Salve Luca,

    devo dire che non mi aspettavo una chiusura pressoché totale dal presidente di una commissione che ha avviato l’indagine, chiunque fosse. Non è un buon segno. Gli altri membri mi sono sembrati più aperti, ma comunque tendenti alla minimizzazione, secondo me. Anzi, avendoci riflettuto meglio, la posizione del presidente era proprio filorussa, a giustificazione dell’espansionismo, prima per «ragioni storiche» e poi per lo scioglimento dell’Urss. Le conclusioni di questa commissione sono già prevedibili… Cordiali saluti.

    1. Confermo di aver incontrato componenti della Commissione che hanno altre visioni. Ho risposto alle considerazioni dell’on. Fassino in >questo articolo, cogliendole come occasione per cominciare ad approfondire ciò che sta succedendo in Bielorussia e il caso Naval’nyj. Cordiali saluti.

  2. Ottimo intervento. Grazie di averlo condiviso. Mi ha deluso molto Fassino. Sinceramente spero abbia detto quelle parole per mantenere un certo equilibrio…. stile democristiano.

  3. Ho visto con interesse il Suo intervento ed è francamente perfettamente in linea con gli allarmi che altri giornalisti fanno sulla gravità della situazione. Ho appena letto Shadow State (Luke Harding, 2020) che contiene molti dettagli su altri aspetti. Penso che dovrei leggere anche qualche Suo libro. Il Suo intervento è molto professionale, attento e documentato. E anche mi sembra che Lei abbia deciso di non girare con cautela intorno al problema, ma descrivere con parole chiare ai parlamentari i rischi reali e le azioni da compiere. Complimenti. Il Suo linguaggio diretto è molto chiaro.

    Non comprendo la risposta dell’onorevole Fassino. Mi sembra che con il desiderio di individuare un contesto storico, l’onorevole prende una cantonata, considerando quello che Lei dice come una forma di pensiero ideologico, a cui contrapporre la visione che i russi avrebbero, contrapposta e distinta dalla nostra. I russi sanno di stare in un regime. Ho diversi amici russi e spiegano come il sistema di valori e di libertà in patria siano assai diversi da quelli che noi ormai diamo per scontati. Il rapporto con Putin dovrebbe essere estremamente cauto per il pericolo che il suo regime porta nei nostri Paesi. Io vivo nel Regno Unito, un Paese dove la penetrazione dell’azione russa arriva a contatti personali con membri del governo, una cosa gravissima che il governo si è rifiutato di sottoporre a inchiesta.

    Mi auguro che il Suo intervento sia ascoltato dai parlamentari con attenzione e apprensione, perché la riduzione della libertà dei nostri Paesi è un grosso danno per tutti e riduce la capacità stessa dei nostri parlamenti di agire in un contesto in cui l’opinione pubblica può essere pesantemente influenzata da azioni di massa, com’è stato per la Brexit qui da noi. In poche parole il Suo intervento porta un messaggio che l’onorevole Fassino sembra non comprendere affatto: che siamo in guerra, una guerra che scavalca le nostre regole e prassi democratiche e ci prende in giro. Grazie per il Suo lavoro.

    1. Grazie per la Sua attenzione e il Suo apprezzamento. Mi sono formato in buona parte fuori dall’Italia, perciò ho acquisito l’abitudine a parlare senza troppi barocchismi. Ho risposto alla replica dell’on. Fassino in >questo articolo, cogliendone spunti per comprendere l’evoluzione dell’attualità in Bielorussia e nella stessa Russia. Cordiali saluti. LL

  4. Complimenti per il Suo intervento, chiaro e assolutamente condivisibile, pur nella complessità dell’argomento. Dal Presidente della commissione, noto per i suoi trascorsi in formazioni di sinistra filo russe, purtroppo non mi aspettavo altro che quanto ha avuto modo di esprimere nel suo intervento in risposta alla Sua relazione.

  5. Grazie per aver pubblicato il Suo intervento. Preciso ed inquietante. L’applicazione delle «активные мероприятия» è evidente ed è al momento uno strumento estremamente efficace (cfr. 2016: Brexit / elezioni USA). Anche la Sua precisazione sull’intervento dell’on. Fassino è ineccepibile.

  6. Ho ascoltato solo ora la sua audizione completa. Complimenti per la chiarezza espositiva e per le argomentazioni. Sul presidente non mi esprimo se non dicendo che rappresenta una buona parte dei politici italiani (intendo con la sua difesa), solo che nel suo caso lo reputavo una persona intelligente mentre la più parte dei nostri politici dovrebbe tornare sui banchi di scuola, non solo per imparare l’uso del congiuntivo ma soprattutto per imparare a governare.
    In Italia si pensa che tutti possano «andare al governo e governare» invece fare politica seriamente è un mestiere che richiede grandi capacità in tutti i sensi.

    1. Grazie. Anche per me è stata una delusione, sentire tali argomentazioni in quella sede. Devo però dire di aver incontrato anche persone dalle visioni più attente. Cordiali saluti. LL

  7. Buongiorno. Vedo il suo intervento con molto ritardo ma non per questo mi pare perda di attualità. Ha esposto i vari punti con grande chiarezza. Gli interventi alla Sua analisi venivano tutti però da esponenti del centrosinistra, se non sbaglio, e quindi erano interlocutori aperti sul tema. Sarebbe stato interessante sentire interventi Cinquestelle e di altri esponenti di Lega e FdI che invece non fanno mistero di altri orientamenti sul tema e che certo le avrebbero posto altri quesiti visto che lei, mi pare, colpiva nel segno. Grazie per il suo lavoro che continuerò a seguire con interesse. Dario Bezzanti

    1. Grazie per il Suo apprezzamento. In realtà, l’ultimo intervento, in coda al video, è di un esponente della Lega. Credo che il problema dei rapporti con la Russia sia trasversale: lo stesso Partito democratico italiano conta al suo interno una fronda filorussa non insignificante, ne parlo più dettagliatamente nel mio libro Il progetto della Russia su di noi (>dettagli qui). Come può vedere, del resto, l’intervento del presidente della Commissione, on. Piero Fassino, appartenente al PD, riprende alcuni temi russofili, ai quali ho poi risposto con >questo articolo. L’attrazione verso la Russia ha motivazioni varie ma radicate e presenti in molti gruppi politici. Inoltre, come osserva Lei, è un tema senza tempo, tanto che un intervento di un anno fa può essere riproposto oggi senza sostanziali modifiche: l’Occidente non è seriamente interessato ad affrontare i problemi che la Russia sta ponendogli, e i russi lo hanno capito molto bene. Cordiali saluti. LL

  8. Rivedendo questo suo intervento dopo un anno e mezzo, sembra quasi una previsione di quello che sta accadendo in questi giorni. Non necessariamente in fatti precisi, ma nelle modalità dello svolgimento della guerra ibrida, che prevedeva la possibilità di un’azione militare con la pretesa di aiuto umanitario o di protezione della popolazione.

    Rattrista ancora di più la risposta dell’onorevole Fassino, perché (almeno a quanto mi dicono i miei ex colleghi ucraini) i desideri indipendentisti nelle aree occupate dai russi sono ben poca cosa rispetto all’angoscia che hanno da anni quasi tutti gli ucraini nel vedere il proprio paese occupato militarmente da armate di un altro stato (pur senza insegne ufficiali). Risentendo le parole di Fassino, sembra (purtroppo) di sentire echeggiare le cose che dice Putin. Non un buon segno.

    Personalmente ho avuto un collega ucraino che ha lasciato il lavoro per andare a servire il Paese circa 8 anni fa. Non sono sicuro se si sia arruolato o se abbia trovato altre forme per sostenere il suo Paese. Ma mi sembra che la determinazione di uno Stato sovrano, nelle forme della democrazia rappresentativa, non andrebbe mai messa sullo stesso piano con le pretese egemoniche di un regime limitrofo. Non mi pare che siamo lontani da alcune fasi della Germania nazista, prima della guerra, in cui davvero si inventavano dei pretesti prima di passare all’atto militare.

    Grazie per il suo intervento, che dopo 18 mesi e’ ancora attualissimo. Servono contributi come il suo, perché la comunicazione di massa purtroppo presenta narrative molto vicine a quelle russe. Appena ieri un collega inglese (io vivo a Londra, nel Regno Unito, un paese in cui l’infiltrazione russa nei media e nella politica e’ ancora più accentuata che in Italia) mi diceva: «Eh certo, anche loro hanno ragione a sentirsi attaccati dalla NATO….» perché dalle notizie che ha seguito gli è sembrato che il desiderio degli ucraini di mantenere l’integrità territoriale abbia dignità pari al desiderio del governo russo di portare avanti un’azione militare per difendersi da presunte influenze e azioni della NATO.

    1. Egregio signor Siino,

      In effetti ciò che sta accadendo non è nuovo, per chi studia la realtà post-sovietica. Il problema è farsi ascoltare e vincere una narrativa pro-russa che si è diffusa un po’ per ragioni politiche, un po’ per impreparazione e influenza della disinformazione, che ha facile presa dove mancano conoscenze specifiche. Fonti bene informate da Roma mi dicono che l’on. Fassino ha cambiato idea, nel frattempo. Ne sono lieto e spero che altri lo seguano. Il discorso che Vladimir Putin ha tenuto il 21 febbraio per giustificare il riconoscimento delle repubbliche separatiste dell’Est ucraino echeggia in modo sinistro il discorso che Hitler tenne a Berlino il 1. settembre 1939, per annunciare l’attacco ai danni della Polonia, che fu l’inizio della Seconda guerra mondiale (ne parlo anche >qui). Il parallelo fra la Russia di oggi e taluni tratti della Germania nazista è sotto gli occhi di tutti, sempre che lo si voglia vedere. La differenza sta nel fatto che noi oggi, se vogliamo, possiamo ancora cambiare la Storia. Cordiali saluti. LL

  9. Buongiorno Signor Lovisolo,

    A proposito di influenze straniere il 9 marzo scorso l’europarlamento ha votato una risoluzione per combattere le ingerenze straniere e disinformazione nei paesi europei: «I paesi autoritari e malintenzionati, quali Russia e Cina, ricorrono alla manipolazione delle informazioni per interferire nei processi democratici dell’UE. I cittadini e i governi europei sono in gran parte inconsapevoli delle minacce provenienti da attori stranieri.» Finalmente… è già qualcosa. http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20220304IPR24790/le-proposte-del-pe-per-combattere-ingerenze-straniere-e-disinformazione

    1. Buongiorno,

      Da tempo l’Unione europea dispone di un ente di controllo in materia di influenze straniere. E’ un bene che questo lavoro si concretizzi in proposte concrete, come segnala Lei. Purtroppo, giungiamo tardi ad affrontare la questione. Cordiali saluti. LL

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