Ucraina e Moldova candidate all’adesione Ue

Unione europea, bandiere | © Paul Grecaud
Unione europea, bandiere | © Paul Grecaud

Ucraina e Moldova hanno ora status di candidate all’adesione Ue. Molte voci criticarono e criticano ancor oggi l’allargamento dell’Unione europea dei primi anni Duemila. I Paesi appena usciti dalla zona di influenza sovietica entrarono in massa nell’Unione. Le perplessità si fondavano sulla capacità di quei Paesi di risanare le loro economie e sui pericoli di concorrenza sleale fra Stati membri.


Oggi, parzialmente superata quella divergenza, la critica si appunta sui regimi di alcuni Stati, particolarmente Polonia e Ungheria, più simili a governi autoritari che a società aperte europee. Non vi è dubbio che l’Unione deve lavorare ancora, per equilibrare le diseguaglianze tra Europa occidentale e orientale; vero, però, che i Paesi dell’Est hanno vissuto un rapido sviluppo proprio grazie all’Ue. La pressione di Bruxelles, sul piano delle istituzioni, pur restando aperti gravi problemi in Polonia e Ungheria, frena gli eccessi e guida verso possibili soluzioni.

Il contesto in cui in quegli anni i Paesi dell’Est furono ammessi all’Unione europea era simile a quello di oggi per Ucraina e Moldova. Appena caduto il sistema di alleanze sovietico, i Paesi dell’Est insistettero per essere ammessi subito all’Ue e alla NATO. Volevano garantirsi un futuro fuori dall’influenza della Russia, timorosi che quest’ultima, tosto o tardi, sarebbe tornata ad assillarli. Bruxelles acconsentì senza troppo badare agli aspetti contabili. La scelta fu giusta, nonostante le critiche. Se i tre Baltici e gli altri Paesi della cintura ovest della Russia fossero privi di solide alleanze occidentali, sarebbero esposti alle brame di Putin e forse sarebbero già caduti.

Ucraina e Moldova e adesione Ue: le analogie

Il libro di Luca Lovisolo
sulla strategia russa in Europa

Oggi rivediamo quello scenario. La guerra in Ucraina impone di segnare un confine certo tra società aperte occidentali, raccolte nell’Unione europea, e società chiuse orientali, incarnate dalla Russia e dai suoi seguaci. Come i Paesi dell’Est allora, Ucraina e Moldova oggi vedono aprirsi una finestra temporale per ancorarsi alla civiltà occidentale. Una finestra che potrebbe chiudersi per sempre, se si permette a Putin di spadroneggiare.

Spesso dimentichiamo che la società aperta europea, quella in cui viviamo – con i suoi difetti ma con tutti i benefici che ci permette – è sempre più un’eccezione, nel mondo. Persino gli Stati uniti traballano, come modello di Stato di diritto.

L’Ucraina ha compiuto passi importanti, per superare i limiti delle società post-sovietiche; in Moldova bisogna riconoscere alla saggia presidenza della signora Maia Sandu di aver impresso un chiaro orientamento filoeuropeo al Paese. Ciò detto, molti problemi restano in entrambe.

Integrare Ucraina e Moldova nell’Unione europea non sarà facile, ma è nel nostro interesse rafforzare lo spazio, sempre più isolato, in cui possiamo vivere con standard di libertà e benessere certo migliorabili, ma invidiati da tutto il resto del pianeta. I problemi politici ed economici si risolveranno.

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