Guerra ucraina: ecco l’errore capitale di Putin

In questo intervento durante la trasmissione Omnibus (rete TV italiana La7) spiego quale è stato uno dei peggiori errori di valutazione di Putin, nel muovere guerra all’Ucraina. Preciso qui alcuni aspetti a cui in TV ho potuto solo fare cenno.


Nell’intervento mi riferisco all’invasione sovietica in Afghanistan (il link alla puntata completa si trova >qui). Rimando chi vuole approfondire all’articolo «Afghanistan: invasione sovietica e fatti di oggi» (>qui) e in particolare al momento in cui i sovietici si accorsero che il contingente dispiegato nel Paese era insufficiente per vincere la guerra. Il governo e l’esercito afghani erano alleati dei sovietici, ma la popolazione li rifiutava. Mosca non aveva risorse e consenso per aumentare il contingente e dovette ritirarsi, subendo una sonora sconfitta, benché enormemente superiore dal punto di vista militare. Nell’articolo citato racconto alcuni episodi dalla voce dei protagonisti.

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Parlando di sanzioni, in TV uso due parole russe che non era possibile spiegare bene durante l’intervento. I činovniki (pron.: cinòvnichi) sono i funzionari dello Stato. La traduzione non è esatta, perciò spesso si usa il termine russo. Comprende una larghissima fascia di statali, dai politici di ogni ordine sino al personale amministrativo. L’espressione siloviki (pron.: silavichì) è anch’essa priva di un corrispondente esatto. E’ imparentata con il termine sila (forza) e indica tutti i funzionari che hanno diritto di usare la forza per imporre il rispetto della legge.

Questi termini sono molto usati anche fuori dalla Russia, spesso con notevoli sfumature e traslazioni di significato. Le parole russe in questo ambito che non hanno un corrispondente nelle lingue occidentali sono frequenti, perché si rifanno alla particolare organizzazione statale e sociale dello Stato russo imperiale, talune al periodo sovietico.

Infine, faccio riferimento ai pensionati: può suonare strano. La forza dei pensionati, nel regime di Putin, si sta riducendo per ragioni anagrafiche, ma è ancora rilevante. E’ tra le persone più anziane, infatti, che sopravvive il mito del periodo sovietico e persino dell’epoca staliniana. Gli anziani hanno avuto le maggiori difficoltà ad adattarsi all’economia di mercato e al nuovo stile di vita cominciato in Russia dopo la caduta del comunismo. Tendono perciò a ricordare con nostalgia il periodo comunista, nel quale vivevano modestamente, ma avvertivano più sicurezza rispetto al presente. Gli anziani che protestano contro Putin restano casi ammirevoli ma isolati.

Il mito di Stalin è ancora coltivato in molte parti della società russa. Non per niente Vladimir Putin costruisce la retorica del suo regime sulla nostalgia per l’unione sovietica, in particolare quella degli anni di Stalin. A ciò si aggiunge il richiamo alla grandeur della Russia imperiale risuonato nei discorsi che hanno preceduto l’inizio della guerra in Ucraina.

Legga anche: L’analisi completa sulla guerra Russia-Ucraina

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