Implicazioni legali della revisione

Rubrica: Pareri legali traduttori
Rubrica: Pareri legali traduttori

 

Il tema della revisione della traduzione prima della consegna al cliente resta un po’ sotto la cenere: alcuni traduttori pensano che le agenzie la eseguano sempre, altri vorrebbero che non si facesse mai. Anche le agenzie hanno comportamenti molto diversi fra loro: fare la revisione oppure no, e, se sì, a chi affidarla? Non di rado, in caso di contestazioni, vi è chi si chiede se la revisione del testo da parte dell’agenzia sia o no un passaggio «obbligatorio.»

La questione della revisione tocca effettivamente due aspetti dell’attività di traduzione, sia per il traduttore sia per l’agenzia: l’aspetto contrattuale e commerciale, nei rapporti con il cliente, e l’aspetto della responsabilità civile, in caso di contestazioni.

E’ bene precisare subito che nessuna legge «impone» all’agenzia o al traduttore di eseguire un passaggio di revisione su una traduzione. Non vi sono norme cogenti che obblighino a far verificare una traduzione da parte di una persona diversa dal traduttore, prima di consegnarla.

Sul piano commerciale, la revisione rappresenta indubbiamente un valore aggiunto per il cliente: la traduzione non è una scienza esatta. E’ esperienza comune che tutti, anche i più attenti, scrivendo facciamo errori. La presenza del revisore aiuta a rettificare sviste e a correggere possibili problemi di interpretazione che possono accadere anche al più esperto dei traduttori.

Per il resto, l’agenzia è tenuta a eseguire la revisione se l’ha pattuita nel contratto con il suo cliente. L’eventuale obbligo di svolgere la revisione, perciò, resta basato sulle intese fra agenzia e committente. Nei fatti, questa pattuizione espressa avviene piuttosto raramente.

Se questa intesa esplicita manca, le parti restano affidate alle loro abitudini e convinzioni. Il cliente di solito ignora il problema: vuole ricevere una traduzione ben fatta, non gli importa se ciò richiede o no uno o più passaggi di revisione. L’agenzia, da parte sua, si comporta secondo le proprie consuetudini. Vi sono agenzie che consegnano i testi così come li ricevono dal traduttore, altre procedono a verifiche sommarie. Altre ancora sottopongono a revisione accurata tutti i testi.

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Più articolata è la questione dal punto di osservazione dei traduttori. Molti pensano che l’agenzia riveda sempre i testi prima di consegnarli e si meravigliano se il cliente finale contesta un loro errore di traduzione («Ma come… l’agenzia non dovrebbe rivedere sempre tutto?»).

La presenza o meno del revisore, in effetti, influisce non poco sulla posizione del traduttore che consegni una traduzione errata. Premesso che il traduttore, come ogni professionista, resta unico responsabile della qualità del suo lavoro, il passaggio di revisione ha l’effetto di limitare il danno ai rapporti interni fra traduttore e agenzia. Se la traduzione è errata, il revisore se ne accorge, la rettifica e l’agenzia consegna al cliente un testo corretto. L’agenzia contesta l’errore al traduttore, di norma gli richiede una riduzione di prezzo che compensa il maggior lavoro di revisione o semplicemente smette di servirsi di quel professionista, se non soddisfatta del lavoro svolto.

Il quadro si complica se l’agenzia consegna al cliente il testo senza rivederlo. Un eventuale errore, in questo caso, danneggia direttamente il destinatario finale della traduzione, con conseguenze potenzialmente ben più gravi. Il traduttore viene coinvolto in una controversia la cui entità non si limita più ai suoi rapporti con l’agenzia, ma tocca direttamente gli interessi del cliente finale, anche se giuridicamente il traduttore risponde sempre all’intermediario.

Ben si vede quanto sia importante la chiarezza dell’organizzazione dei processi. La norma EN15038 è intervenuta a indicare degli standard tecnici, elaborati sulla base delle esperienze e delle buone pratiche del settore della traduzione. La norma prescrive all’agenzia almeno un passaggio di revisione, prima della consegna al cliente. Se è vero che una norma tecnica non ha forza di legge, altrettanto vero è che essa consolida degli standard di buona pratica. Questi standard possono influire notevolmente sulla formazione di un giudizio in una causa di responsabilità, o servire come riferimento per le assicurazioni di responsabilità civile nelle decisioni sul risarcimento di un danno.

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In ogni caso, va ricordato che il traduttore lavora sempre sotto propria responsabilità: la presenza del revisore e dell’agenzia può servire a limitare le conseguenze di una traduzione non accurata, ma non solleva il traduttore dall’obbligo della diligenza dovuta per la natura dell’attività che esercita. Il modo in cui è organizzato il processo di lavoro fra traduttore, agenzia e cliente condiziona però i perimetri delle rispettive responsabilità, obbligazioni risarcitorie e possibilità di rivalsa.

 

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