G7 Hiroshima: Ucraina, Occidente e «Sud globale»

G7 Hiroshima Ucraina e sud globale
G7 di Hiroshima: Ucraina e sud del mondo | Hiroshima, rovine-memoriale dell’esplosione atomica | ® Wolfgang Hasselmann

Al G7 di Hiroshima l’Ucraina incontra il «Sud globale,» non solo i maggiori Paesi occidentali. Prima di arrivare in Giappone, inoltre, Zelensky è intervenuto al vertice della Lega araba, in Arabia saudita. La riammissione del siriano al-Asad alla Lega araba e il mancato intervento degli Stati uniti del 2012, che lascia ancora tracce nell’attualità. La nascita del «Sud globale» nella dottrina della politica estera russa.


La partecipazione del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky al vertice del G7 a Hiroshima s’impone per la compresenza al vertice di Paesi del cosiddetto «Sud globale», in particolare India e Brasile. Prima di arrivare in Giappone, inoltre, Zelensky è intervenuto al vertice della Lega araba, in Arabia saudita. Intanto, la Lega deliberava la riammissione della Siria archiviando con un colpo di spugna la violenta repressione della «Primavera araba» siriana voluta dal regime di al-Asad.

G7 di Hiroshima: l’onda lunga degli errori USA, dall’Ucraina al «Sud globale»

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Si ricorderà che nel 2012 gli Stati uniti di Barack Obama minacciarono di intervenire, contro l’autocrate siriano, se questo avesse impiegato armi chimiche, nel contesto della guerra civile seguita alle rivolte. Le armi furono impiegate, ma gli USA non intervennero. Fu un errore clamoroso, già entrato nei libri di storia recente. Aprì le porte all’intervento militare della Russia non contro, ma a favore di al-Asad. Il presidente siriano, oggi, deve la sua sopravvivenza al regime di Mosca.

Così, in Arabia saudita, Zelensky ha parlato di fronte a uno dei più stretti sodali di Putin. Forse il più stretto che sia capitato al suo cospetto dopo la ripresa della guerra. Molti Paesi arabi nicchiano, sulla questione ucraina, stretti fra la dipendenza dalle forniture di grano, rese instabili dal conflitto, e i loro mai dimenticati legami con l’Unione sovietica.

Il tour de force arabo-giapponese di Zelensky fa luce sul nascente «Sud globale». E’ prefigurato dal politologo russo Aleksandr Dugin, le cui teorie ispirano gran parte della politica estera di Mosca dell’era Putin. Secondo Dugin, che si rifà al sociologo neomarxista Immanuel Wallerstein, la Russia deve farsi motore di un blocco di Stati che si opponga con efficacia all’Occidente, anche grazie al potere di dissuasione nucleare russo e cinese. Il «Sud globale» che aleggiava tra i discorsi del presidente dell’Ucraina, le riunioni del G7 di Hiroshima, e gli incontri in Arabia saudita è quello di Dugin.

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La guerra in Ucraina è parte dello stesso scenario. La restaurazione territoriale della Russia imperiale è, nella visione di Dugin e Putin, il primo passo verso questo nuovo ordine mondiale, che ruota intorno all’idea di Eurasia.

La guerra russa e la «riabilitazione» del regime siriano

Orbene, la guerra russa va male. Il vanto del gruppo Wagner per aver occupato qualche quartiere in più di una Bakhmut in macerie non muta lo status quo. In difetto di Mosca, il ruolo-guida del «Sud globale» è stato assunto dalla Cina e suoi comprimari, dall’Arabia saudita di «MBS» Mohammed Bin Salman al Brasile di Lula, ansioso di recuperare una presenza sullo scenario mondiale.

Il «Sud globale» si vuole difensore degli esclusi dallo sviluppo occidentale. E’ vero che l’Occidente non sempre porge orecchio a quella parte di mondo. I dirigenti del «Sud globale» hanno molto da chiarire, però. Per prima, la questione valoriale, simboleggiata meglio che mai dalla riammissione di al-Asad alla Lega araba. Nel «Sud globale» ogni obiezione sui diritti umani viene ignorata o derubricata a imposizione occidentale, con il pretesto della non ingerenza negli affari interni. Poi, la debolezza politica, di cui sono esempio le affermazioni del presidente brasiliano a proposito della guerra in Ucraina. Secondo Lula, nella guerra “non importa chi ha ragione e chi torto.” Basterebbe che l’Ucraina cedesse la Crimea alla Russia. Sono dichiarazioni prive di fondamento storico e giuridico, che non ci si attende da un capo di Stato.

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La guerra in Ucraina e la presenza di Zelensky tra G7 di Hiroshima e Lega araba sono cartine di tornasole che rivelano quanto i dirigenti del «Sud globale» restino deboli e prigionieri di una retorica ormai stanca. Se non faranno un salto di qualità, il loro mondo resterà sinonimo di autoritarismo e malgoverno, oltre che una concreta minaccia per noi, come dimostra la stessa guerra in Ucraina.

(Articolo pubblicato con lievi modifiche anche sul quotidiano >LaRegione, Bellinzona)

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Luca Lovisolo

Lavoro come ricercatore indipendente in diritto e relazioni internazionali. Il mio corso «Capire l'attualità internazionale» accompagna chi desidera comprendere meglio i fatti del mondo. Con il corso «Il diritto per tradurre» comunico le competenze giuridiche necessarie per tradurre testi legali da o verso la lingua italiana.

Commenti

  1. Grazie, come sempre, per la chiarezza e la lucidità di questo articolo. Avrei bisogno di capire come leggere l’azione e le strategie del mondo islamico (non solo arabo) ed in particolare dell’Iran nel continente africano e non solo: vedo segnali di aggregazione cultural-religiosa piuttosto avanzati in America Latina. In particolare, in Cile, l’antica colonia araba dell’inizio del secolo scorso (turchi, marocchini, siriani) una volta chiamata semplicemente “turca” si faceva gli affari suoi, ma oggi sta identificandosi soprattutto come “palestinos” (sono 450.000 su una popolazione totale di circa 20 milioni) con non pochi segnali preoccupanti di antisemitismo.

    Ho colto spunti estremamente interessanti nella Sua lezione su Cina e Africa, ma credo che il mondo islamico voglia giocare un ruolo in proprio in cui integrare l’interesse economico e la conquista cultural-religiosa, considerando che il carattere conflittuale interno tra sciiti e sunniti e le varie derivazioni dottrinal/militari degli uni e degli altri sembra essersi appannato. Non riesco a trovare dati per un’analisi, la mia è soltanto un’ipotesi svolazzante. Grazie per la pazienza, sono sempre quella fuori contesto…

    • Buongiorno, grazie per il Suo apprezzamento. Più che fuori contesto, la Sua domanda richiede conoscenze verticali del mondo islamico che io non ho. Posso solo suggerirle di ricercare studiosi specializzati in materia e di questi aspetti così specifici, nei quali si incrociano varie problematiche regionali. Ciò che posso dirle, in senso più generale, è che le religioni, tutte, stanno ovunque riprendendo un ruolo che si sperava ormai consegnato al passato, soprattutto in Occidente. Cordiali saluti. LL

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Luca Lovisolo

Lavoro come ricercatore indipendente in diritto e relazioni internazionali. Con le mie analisi e i miei corsi accompagno a comprendere l'attualità globale chi vive e lavora in contesti internazionali.

Tengo corsi di traduzione giuridica rivolti a chi traduce, da o verso la lingua italiana, i testi legali utilizzati nelle relazioni internazionali fra persone, imprese e organi di giustizia.

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