Specializzazione e lingue «di nicchia»

Scala con protezione anticaduta | © Samuel Zeller
Scala con protezione anticaduta | © Samuel Zeller

Un quesito che nasce da un’esigenza particolare, in contraddizione con lo sviluppo del settore della traduzione. Mentre si richiede sempre maggiore consapevolezza nella materia di specializzazione, per le lingue rare il numero di traduttori è scarso: essere versatili, saper tradurre testi in più settori diversi, diventa un punto di forza. Come conciliare questi opposti?


«Vorrei soffermarmi sulla questione riguardante la competenza verticale del traduttore, secondo cui il riconoscimento economico e professionale sarebbe inversamente proporzionale al numero di aree di specializzazione. A mio avviso questo ragionamento […] potrebbe non trovare riscontro nel caso in cui un traduttore lavori con lingue ‘di nicchia,’ nelle quali deve misurarsi con testi in ambiti anche molto diversi l’uno dall’altro, proprio perché è davvero difficile, se non impossibile, trovare tanti professionisti quanti sono i settori di traduzione esistenti.»

Il mercato accetta sempre meno traduzioni svolte da traduttori che non conoscono a fondo la materia di specializzazione e non hanno piena consapevolezza dei contenuti del testo, particolarmente nei settori più delicati. Si richiede una sempre più approfondita conoscenza di merito della materia, non più meramente linguistica o terminologica, com’era ancora in un tempo non lontano. Per le lingue rare, il numero di traduttori è scarso: essere versatili, saper tradurre testi in più settori diversi, può invece diventare un punto di forza. 

Per conciliare questi opposti, una strategia possibile è mettere in evidenza nel curriculum uno o due settori che si conoscono davvero a fondo, poi spiegare esplicitamente al cliente che si è pronti a lavorare anche in altre aree, considerata la rarità della lingua, rendendosi disponibili, se necessario, ad approfondirne i contenuti. Un esempio, costruito con dati di fantasia:

Lingue di lavoro: lituano > italiano
Settore di specializzazione: diritto contrattuale
Nota: la particolarità della lingua dalla quale traduco mi ha sempre stimolato a frequentare anche altri settori, in particolare: [elenco]. Sono disponibile ad approfondirne gli argomenti, in base alle esigenze dei clienti.

E’ solo un esempio di come ci si può presentare mettendo in risalto la specializzazione, con la quale posizionarsi dinanzi ai clienti, ma senza precludere la possibilità di far leva sulla flessibilità in settori anche molto diversi fra loro. E’ chiaro che non in tutti questi settori si potrà vantare la stessa competenza che si ha in quello della specializzazione principale: vista la particolarità della lingua, però, il cliente sarà più disponibile al dialogo.

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Il gioco di squadra con il committente, in questi casi, può offrire utili opportunità di crescita. Per il traduttore il compito è arduo, poiché essere autenticamente competenti in diversi settori, ai livelli ai quali è richiesto oggi per conseguire riconoscimenti adeguati, presuppone notevole applicazione. Proprio questo, però, può trasformarsi in un elemento di profilazione professionale, nel caso delle lingue rare.

Un’altra soluzione è costruire una rete di collaborazioni con colleghi di fiducia. Il cliente può far fatica a trovare traduttori di una lingua rara, ma è frequente che i traduttori di tali lingue si conoscano fra loro e siano aperti alla cooperazione più di quanto accade nelle lingue comuni. Costituire un gruppo di colleghi della cui competenza si sia certi come della propria, specializzati in diverse aree, è un modo per offrire al cliente una scelta più ampia salvando il principio della specializzazione individuale.

E’ bene che la collaborazione fra colleghi sia ben regolata, preferibilmente da un semplice accordo scritto: gli incarichi vengono ricevuti e gestiti dal traduttore che intrattiene il rapporto con il cliente, oppure si «passano» i nominativi dei colleghi? Quali sono le percentuali di provvigione, se previste, fra i componenti del gruppo? Come comportarsi in caso di contestazioni di qualità?… Sono solo alcuni dei punti che è bene mettere nero su bianco. La chiarezza sui rapporti interni previene fastidiose discussioni e contribuisce alla trasparenza verso il cliente. Se la collaborazione si consolida, si può pensare a semplici forme costituzione societaria, da discutere caso per caso con i propri consulenti fiscali e legali.

Resta fermo che oggi, per chi vuole costruire una professione come traduttore e non scivolare in fasce di mercato a reddito ormai bassissimo, è indispensabile concentrare la propria attività su uno, due settori di specializzazione, nei quali conseguire una competenza autentica, non limitata ai linguaggi.

I settori di specializzazione devono essere materie che si vivono e si frequentano quotidianamente e con spontaneità, poiché la formazione in queste aree andrà curata e aggiornata con costanza, tanto quanto quella nelle lingue di lavoro.

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(Articolo pubblicato in originale il 22.9.2015, ripubblicato con aggiornamenti il 6.12.2019)


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2 commenti

  1. Articolo interessante. Ma se, come me, si è solo agli inizi come si fa a specializzarsi in un settore in particolare? Vivo a Palermo e non ci sono molti corsi disponibili e la disponibilità economica è poca.

    • Luca Lovisolo

      Grazie per il Suo commento. In realtà le possibilità per specializzarsi, oggi, sono davvero tante, anche via Internet e a prezzi accessibili. Più che alle modalità per specializzarsi, occorre forse pensare a scegliere bene la materia, che deve corrispondere alle proprie inclinazioni. Quando si hanno le idee chiare su questa, trovare le opportunità di approfondimento diventa più semplice. Cordiali saluti. LL

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