Lo straniero in frontiera: le questioni reali

Rete divisoria | © Phil Botha

L’ipotesi di processabilità di un ministro italiano che ha trattenuto cittadini stranieri su un’imbarcazione al largo della Sicilia ha monopolizzato l’attenzione dell’opinione pubblica, nella Penisola. Tralasciamo la vicenda individuale e analizziamo le questioni di fondo: qual è lo status dello straniero in frontiera? I problemi effettivi sollevati dal caso sono stati soffocati dal clamore della vicenda interna.

Decreto sicurezza: cosa (non) dice sui migranti

Telecamere di sorveglianza | © Scott Webb

Le nuove disposizioni in materia di migrazione, che interessano i rapporti internazionali: alcune misure avvicinano la normativa italiana a quella di altri Paesi, altre sono più difficilmente comprensibili. Il decreto sembra preoccuparsi poco delle conseguenze pratiche. L’Italia avrebbe i numeri per dare impulso, nelle sedi opportune, a una revisione più incisiva, ma non ha gli uomini. 

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Perché il Patto sulle migrazioni suscita dubbi

Relitto | © Jason Blackeye

discussione sul Patto ONU sulle migrazioni si accende anche in Italia. Il Patto è controverso: presta il fianco a strumentalizzazioni politiche, sia favorevoli sia contrarie. Guardato stando fuori dalle contrapposizioni fra le parti, il documento suscita varie perplessità. Un accordo non vincolante, in diritto internazionale, è un atto che può essere comunque molto influente.

Non odiate Silvia Romano

Bambini | © Annie Spratt

Il caso di Silvia Romano, cooperante italiana rapita in Kenya, non è paragonabile ad altri precedenti. Neppure la Chiesa parla più d’andare in missione. Una ragazza che va in Kenya a far giocare i bambini deve suscitare ammirazione, non odio sociale. Se uno Stato impiega risorse per ricercare un proprio cittadino rapito all’estero non fa un regalo alle vittime. Fa il suo dovere.

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Sull’arresto del sindaco di Riace

Finestra sul mare | © Jean Guy Nakars

Alcuni aspetti di questa vicenda stimolano riflessioni più generali. Mai l’aggettivo «ideologico» sarà usato in modo più appropriato che in questi casi. Il «mondo senza frontiere» è un fine ideologico e lo Stato, con le sue leggi e i suoi confini, è un ostacolo verso la sua realizzazione. Lo Stato che cade: in fondo, è questo che vuole chi attua queste condotte.

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Nave Diciotti: epilogo di un’odissea

Ruota del timone | © Maximilian Weisbecker

La vicenda giudiziaria seguirà il suo corso, quella di politica interna italiana qui non interessa. Alcuni punti che restano sospesi, mentre il caso si avvia alla conclusione. Cento cittadini stranieri presenti sulla Diciotti sono stati «ridistribuiti» alla Conferenza episcopale italiana, che però non è uno Stato. Le sfide sono quelle di sempre, gli strumenti per affrontarle anche, basterebbe usarli con efficacia.

Migranti e capitreno: note su un caso di cronaca

Treno e viaggiatori | © Mike Kotsch

Una capotreno fa notizia per un messaggio poco ortodosso rivolto a viaggiatori di Rom. Non serve dire che in tutta Italia la percentuale di migranti sulla popolazione complessiva è dell’ics percento. Importano le situazioni concrete. La cittadinanza, nel valutare la presenza di migranti, la commisura alle situazioni che vive ogni giorno sui treni, nelle scuole, nei quartieri periferici.

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Bambini morti in mare: a chi la responsabilità?

Bambino in lacrime | © Levi Sunders

La controversia di queste ore sull’attracco della nave italiana Diciotti con 69 stranieri a bordo riporta alla questione dei recuperi di persone in acque libiche. Innumerevoli bambini periscono già via terra, prima di giungere alle coste del Mediterraneo. Le organizzazioni criminali, da parte loro, sanno che le opinioni pubbliche europee mal sopportano la visione dei bambini vittime degli affondamenti.

Sui migranti respinti ai porti italiani

Relitto | © Abraham Wiebe

Considerazioni sui casi di queste ore: navi cariche di migranti chiedono attracco ai porti italiani. Il nuovo Governo di Roma rifiuta. La vicenda ha anche un risvolto umanitario, ma non la si chiarisce sin quando non si individua il punto di controversia. Anche la questione delle acque territoriali, delle zone di competenza per i salvataggi e delle catene di comando ha importanza relativa.

Quelli del Congo possono crepare

Volto africano | © Ttrevor Cole

La situazione in Congo è tragica. Decine di gruppi di guerriglia uccidono, bruciano case, violentano donne e rapiscono bambini. Sui barconi che incrociano al largo della Libia i congolesi non ci sono, o ci sono in percentuale talmente bassa da non venir considerati nelle statistiche. Molti abitanti del Congo metterebbero firma, per potersi trasferire nei Paesi dai quali partono i migranti che arrivano in Europa con i barconi dalla Libia.