Tag: Italia

Mosca, Piazza Rossa, Mausoleo di Lenin | © Luca Lovisolo
Laboratorio

Cinque perché l’Italia vuole servire la Russia

Perché agli italiani interessa così tanto asservirsi a un Paese come la Russia? Molti sostengono Mosca in modo totale, acritico e urlato, disprezzando apertamente l’Occidente. L’Italia è, per il Cremlino, un terreno ideale di conquista. Come si è giunti alla rete di relazioni che non esita a mettere in gioco la posizione raggiunta dall’Italia in Occidente, pur di dichiarare fedeltà a Mosca.

Questo articolo è riservato agli abbonati. Gli abbonati hanno accesso a tutti i contenuti del sito, per capire meglio i fatti del mondo.

Acceda con le Sue credenziali » | Si abboni »

Bambini | © Annie Spratt
Laboratorio

Non odiate Silvia Romano

Il caso di Silvia Romano, cooperante italiana rapita in Kenya, non è paragonabile ad altri precedenti. Neppure la Chiesa parla più d’andare in missione. Una ragazza che va in Kenya a far giocare i bambini deve suscitare ammirazione, non odio sociale. Se uno Stato impiega risorse per ricercare un proprio cittadino rapito all’estero non fa un regalo alle vittime. Fa il suo dovere.

Questo articolo è riservato agli abbonati. Gli abbonati hanno accesso a tutti i contenuti del sito, per capire meglio i fatti del mondo.

Acceda con le Sue credenziali » | Si abboni »

Catena | © mike Alonzo
Laboratorio

Prescrizione: perché non è una «scappatoia»

Alcune precisazioni importanti sulla prescrizione. Non è una scappatoia per i criminali, ma una garanzia dello Stato di diritto. E’ vero che la prescrizione si presta ad abusi, soprattutto nei Paesi in cui la giustizia funziona male. La causa degli abusi non è la prescrizione in sé, ma il cattivo funzionamento della giustizia. Cosa fare, se la prescrizione diventa un problema?

Questo articolo è riservato agli abbonati. Gli abbonati hanno accesso a tutti i contenuti del sito, per capire meglio i fatti del mondo.

Acceda con le Sue credenziali » | Si abboni »

Auto Lada prodotta in Unione sovietica su licenza italiana | © Mark Kamalov
Laboratorio

Italia e Russia: perché dialogare non serve

Con toni appena più sfumati del suo vice Salvini, anche Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa congiunta tenutasi a Mosca fra il capo del Governo italiano e il presidente russo, sembrava parlare più in difesa degli interessi russi che di quelli italiani. Dialogare ha senso se si fissano obiettivi da raggiungere: in caso contrario, significa arrendersi alla supremazia del più forte.

Questo articolo è riservato agli abbonati. Gli abbonati hanno accesso a tutti i contenuti del sito, per capire meglio i fatti del mondo.

Acceda con le Sue credenziali » | Si abboni »

Mosca, Grandi magazzini GUM | © Luca Lovisolo
Laboratorio

Perché è sbagliato togliere le sanzioni alla Russia

Precisazioni sulla questione delle sanzioni verso la Russia, oggetto del recente viaggio a Mosca del ministro italiano Matteo Salvini. E’ dal 2007, con un celebre discorso di Vladimir Putin a Monaco, che la Russia è dichiaratamente in rotta di collisione con il resto del mondo. Lasciare le azioni di Mosca in Ucraina senza risposta e darne per acquisiti gli esiti è inammissibile, per tutti.

Questo articolo è riservato agli abbonati. Gli abbonati hanno accesso a tutti i contenuti del sito, per capire meglio i fatti del mondo.

Acceda con le Sue credenziali » | Si abboni »

Finestra sul mare | © Jean Guy Nakars
Laboratorio

Sull’arresto del sindaco di Riace

Alcuni aspetti di questa vicenda stimolano riflessioni più generali. Mai l’aggettivo «ideologico» sarà usato in modo più appropriato che in questi casi. Il «mondo senza frontiere» è un fine ideologico e lo Stato, con le sue leggi e i suoi confini, è un ostacolo verso la sua realizzazione. Lo Stato che cade: in fondo, è questo che vuole chi attua queste condotte.

Questo articolo è riservato agli abbonati. Gli abbonati hanno accesso a tutti i contenuti del sito, per capire meglio i fatti del mondo.

Acceda con le Sue credenziali » | Si abboni »

Giornali su legno | © Kara
Laboratorio

Ancora su Marcello Foa, dalla Svizzera

In Canton Ticino viene depositata un’interrogazione parlamentare sul ruolo di Marcello Foa come docente dell’Osservatorio europeo del giornalismo presso l’Università della Svizzera italiana. Chiede al Governo ticinese di verificare se la presenza di Foa come docente sia sufficientemente indipendente per garantire il pluralismo dinanzi agli studenti.

Questo articolo è riservato agli abbonati. Gli abbonati hanno accesso a tutti i contenuti del sito, per capire meglio i fatti del mondo.

Acceda con le Sue credenziali » | Si abboni »