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Svizzera, Monte Cervino | © Joshua Earle
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Marcello Foa lascia il Canton Ticino (forse)

Per chi vive qui, in Svizzera, Marcello Foa se ne sta andando, salvo imprevisti, per tornare in Italia e passare ai vertici RAI. Raccontare ai miei venticinque lettori come stiamo vivendo questa partenza qui, val bene una seconda interruzione del silenzio che mi ero imposto per l’estate. Ci sono un po’ di cose che sui media italiani, a quanto vedo, non stanno arrivando.

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FIAT 1100 vecchio modello | © Ramiro Mendes
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In morte di Sergio Marchionne

In Italia, profili manageriali di taglio autenticamente globale non ce ne sono, o non ce ne sono abbastanza. FIAT fu a lungo sinonimo di scarsa qualità. Sopravvisse anche perché l’Italia limitò l’importazione di automobili giapponesi. Ebbe sostanziosi aiuti dalla politica, anche dalle mura del Cremlino. Marchionne ha rotto il circolo vizioso tra favori della politica, prodotti scadenti e imprenditoria di relazione.

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Helsinki, scala a spirale ! Natalya Letunova
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Putin e Trump a Helsinki, il vertice dei misteri

Putin, durante le conferenze stampa, è un blocco di ghiaccio: sa che in queste circostanze ogni movimento di sopracciglio significa qualcosa. Trump no. Quando apre bocca, Trump fa la peggior frittata che si ricordi nella storia dei rapporti fra Washington e Mosca. La Russia ha condizionato e favorito l’elezione di Trump proprio per arrivare a un vertice come questo. Nessuno sa veramente cosa si siano detti.

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Mosca, Piazza Rossa, Museo di Stato | © Luca Lovisolo
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Ancora un’intervista in Russia…

Salvini, lo conferma lui stesso, è il primo componente del nuovo Governo italiano a incontrare ufficialmente il Governo russo. Ancora una volta, stranamente, il Ministro dell’interno precede quello degli esteri. Afferma di sentirsi più sicuro a Mosca che in Italia, dimenticando di essere lui, il ministro che ha la responsabilità della sicurezza nel suo Paese. Un’intervista che offre un fulmineo quadro del nostro tempo.

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Mosca, donna in metropolitana | © Camila Fernandez
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Il Ministro degli interni italiano alla TV russa

L’intervista concessa dal Ministro degli affari interni italiano, Matteo Salvini, alla TV russa. E’ insolito che alla nomina di un nuovo Governo non ne venga intervistato il presidente, ma un ministro. Dell’intervista si è saputo poco. Si è svolta in italiano, ma sembra esistere solo nella versione doppiata in russo, anomalie, però, sono molte, nei modi e nella sostanza, soprattutto se si pensa ai toni dei media di Stato russi.

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Bambino in lacrime | © Levi Sunders
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Bambini morti in mare: a chi la responsabilità?

La controversia di queste ore sull’attracco della nave italiana Diciotti con 69 stranieri a bordo riporta alla questione dei recuperi di persone in acque libiche. Innumerevoli bambini periscono già via terra, prima di giungere alle coste del Mediterraneo. Le organizzazioni criminali, da parte loro, sanno che le opinioni pubbliche europee mal sopportano la visione dei bambini vittime degli affondamenti.

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La cupola del Bundestag, sede del Parlamento tedesco | © Marcito
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Cos’è successo in Germania: Merkel e Seehofer

Lo scontro fra Angela Merkel e Horst Seehofer ha tenuto incollato ai teleschermi i tedeschi e chi si occupa di questioni internazionali. L’idea di Seehofer è rimandare nei Paesi di registrazione i migranti secondari, quelli che entrano in Germania dopo aver chiesto asilo in altri Stati Ue. Alla fine, l’accordo con la signora Merkel è arrivato, ma Seehofer ne esce malissimo.

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Relitto | © Abraham Wiebe
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Sui migranti respinti ai porti italiani

Considerazioni sui casi di queste ore: navi cariche di migranti chiedono attracco ai porti italiani. Il nuovo Governo di Roma rifiuta. La vicenda ha anche un risvolto umanitario, ma non la si chiarisce sin quando non si individua il punto di controversia. Anche la questione delle acque territoriali, delle zone di competenza per i salvataggi e delle catene di comando ha importanza relativa.

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Volto africano | © Ttrevor Cole
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Quelli del Congo possono crepare

La situazione in Congo è tragica. Decine di gruppi di guerriglia uccidono, bruciano case, violentano donne e rapiscono bambini. Sui barconi che incrociano al largo della Libia i congolesi non ci sono, o ci sono in percentuale talmente bassa da non venir considerati nelle statistiche. Molti abitanti del Congo metterebbero firma, per potersi trasferire nei Paesi dai quali partono i migranti che arrivano in Europa con i barconi dalla Libia.

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