Il Ministro degli interni italiano alla TV russa

Mosca, donna in metropolitana | © Camila Fernandez
Mosca, donna in metropolitana | © Camila Fernandez

L’intervista concessa dal Ministro degli affari interni italiano, Matteo Salvini, alla TV russa. E’ insolito che alla nomina di un nuovo Governo non ne venga intervistato il presidente, ma un ministro. Dell’intervista si è saputo poco. Si è svolta in italiano, ma sembra esistere solo nella versione doppiata in russo, anomalie, però, sono molte, nei modi e nella sostanza, soprattutto se si pensa ai toni dei media di Stato russi.


Ho guardato nel dettaglio l’intervista concessa dal Ministro degli affari interni italiano, Matteo Salvini, alla TV russa. Colpiscono alcuni aspetti generali. Inoltre, il video integrale permette di recepire taluni dettagli non riportati dai media.

1. E’ insolito che alla nomina di un nuovo Governo non ne venga intervistato il presidente, ma un ministro, per quanto importante e vicepremier. Di interviste al capo del Governo italiano, Giuseppe Conte, non sembra esservi traccia, a oggi, sui media russi.

2. Fra il ministro e la giornalista russa, Asja Emel’janova, sembra esservi una confidenza non abituale, per queste circostanze. Entrando nella stanza, Salvini e la giornalista si baciano. Si danno inizialmente del lei. Quando l’intervista finisce, i due si baciano nuovamente ma si salutano con un «ciao, a presto» udibile ascoltando con attenzione sotto il doppiaggio russo. Il «ciao» viene usato prima da Salvini, la giornalista risponde con lo stesso saluto. E’ possibile che il ministro pensasse di non essere più ripreso, l’operatore di fronte a lui stava già chiudendo la camera, ma l’altro registrava ancora.

3. Dell’intervista si è saputo poco. Si è svolta in italiano (la giornalista lo parla piuttosto bene), ma sembra esistere solo nella versione doppiata in russo. E’ andata in onda durante il telegiornale «Vesti» delle 20:00 del 21 giugno, quello di maggior ascolto, a circa metà del notiziario. Pare essere effettivamente la prima che il ministro ha concesso a una testata estera, come afferma il presentatore del TG russo. Un’intervista per la CNN, anch’essa vantata come prima intervista internazionale del ministro, risale in realtà a giorni dopo. Se non è la prima, è una delle primissime.

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4. L’intervista si concentra su migranti e sanzioni. Sulle sanzioni, Salvini afferma che sono «inutili e dannose» (безполезные и вредные) e rafforza la categoricità del suo giudizio dicendo: «Punto!» Questa parola viene lasciata intenzionalmente in italiano, nel doppiaggio russo, che fa una pausa e solo dopo traduce «точка!»

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5. Proprio questo passaggio e la parola «punto,» in italiano, vengono ripresi dalla trasmissione di approfondimento «60 Minut,» in onda sempre sulla TV di Mosca, che ritrasmette parzialmente l’intervista pochi giorni dopo. Con questa citazione, i conduttori e gli ospiti in studio lodano l’energia del ministro italiano nel difendere gli interessi di Mosca sulla questione delle sanzioni. Salvini viene raffigurato in una foto gigante, sullo sfondo dello studio, scattata tempo fa, quando, non ancora ministro, si trovava sulla Piazza Rossa, dinanzi al Museo di Stato, indossando una vistosa maglietta con l’effige di Putin sul petto. Uno dei due presentatori, ad un tratto, lo definisce «nostro» (intendendo «dalla nostra parte»), spiegando così il motivo per cui se ne sta occupando.

Non è per sé un male, se un ministro sembra avere un rapporto di particolare confidenza con una giornalista estera o se ritiene di concedere un’intervista ai media di uno Stato prima che ad altri. Le anomalie, però, sono molte, nei modi e nella sostanza, soprattutto se si pensa ai toni, generalmente molto abbottonati, dei media di Stato russi, e ai rapporti esistenti fra il partito del ministro e la Russia. Chi riveste una carica di ministro e vicepremier in un Paese occidentale, nel contesto storico attuale, può certamente essere intervistato da una rete TV russa, ma ci si aspetterebbe altre modalità, da entrambe le parti.

Tornerò, come già detto, sulla questione delle sanzioni, e continuerò a seguire la questione dei rapporti fra i nuovi governanti italiani e la Russia, che suscita perplessità in molte cancellerie internazionali ed è generalmente poco presente nei media in lingua italiana.

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