Una vignetta che dice molte cose

Un noto vignettista italiano, esponente della sinistra estrema, disegna il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, con il naso adunco, anche se Zelensky non ha il naso con quel profilo.

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Lo fa per indicare le origini ebraiche del capo dello Stato ucraino: in questo modo, però, usa lo stesso linguaggio grafico dei vignettisti di Hitler, che nel Terzo Reich raffiguravano gli ebrei con il naso adunco. Questa caratteristica somatica veniva attribuita alle persone di religione ebraica per un luogo comune privo di ogni base scientifica.

La vignetta ripugna anche per altri aspetti, che non preciso, e non la riproduco qui per non contribuire alla sua diffusione. La si potrebbe ignorare. In realtà, è una delle più efficaci rappresentazioni di ciò che sono diventate le ideologie politiche con le quali ci siamo confrontati nell’ultimo secolo. Se un vignettista che si dichiara comunista si appropria dei codici grafici che furono dei nazisti, per denigrare chi si difende dalla Russia e quindi, indirettamente, per sostenere l’azione del Cremlino contro l’Occidente, significa che ogni retroterra ideologico è ormai caduto. Ogni mezzo vale, pur di aggredire i valori della società aperta occidentale.

Quella vignetta ci dice che parlare di destre o sinistre è ormai un mero esercizio di stile. Oggi, la società si divide fra chi sostiene le libertà fondamentali e i valori della società aperta che la nostra parte di mondo ha conquistato in tre secoli (arrotondati per difetto) di battaglie all’ultimo sangue, dall’Illuminismo a oggi, e coloro che vogliono distruggerle, perché incapaci di servirsene. Pur di riuscirci, calpestano persino le fedi che hanno professato per una vita.

Molti di costoro dimenticano, tra altre cose, che, se sono diventati celebri e oggi possono permettersi di disegnare certe oscenità, lo devono proprio a quelle libertà che vorrebbero cancellare – quando loro ne hanno già usufruito, sì da non sentirne più di quel tanto la mancanza, quando ci saranno riusciti.

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