Muore Elisabetta II: gli ultimi imperi d’Europa

Morte di Elisabetta II e fine dell'impero
Elisabetta II, il presidente della Romania comunista Nicolae Ceaușescu e consorti (1978) | Archivi nazionali romeni, autore sconosciuto

Morte di Elisabetta II e fine dell’Impero: per chi studia l’Europa dell’Est, la morte della Regina impone di ripensare alla fine dell’era coloniale. Tutti gli imperi sono coloniali, anche quelli che non si chiamano così. La storia dello scioglimento dell’impero britannico e quella della fine dell’Unione sovietica non potrebbero essere più diverse. Londra seppe fare un passo indietro.


In Europa non ci sarà più un capo di Stato che strinse la mano a Churchill, De Gaulle e Adenauer, poi giù giù fino a tutti i Boris Johnson del nostro tempo. Per chi studia l’Europa dell’Est, la morte di Elisabetta II impone di ripensare alla fine degli imperi.

Il ‘900 è il secolo degli ultimi imperi. Quello austroungarico si dissolve negli Stati del centro Europa, le sue ultime regioni del Nord Italia vengono annesse a Roma. L’Impero ottomano si sfalda in protettorati europei a cui seguirà la nascita di Paesi dall’incerta identità. Le colonie d’Africa e Asia conquistano l’indipendenza da Francia e Inghilterra. Nel 1991 cade l’ultimo impero, quello russo, col nome di Unione sovietica.

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Tutti gli imperi sono coloniali, anche quelli che non si chiamano così. Nascono da un centro che si espande con la forza verso periferie sempre più lontane: da Parigi e Londra, verso quasi tutto il mondo; da Vienna, in un cerchio tra Lombardia, Serbia, Ucraina occidentale e Polonia; da Istanbul, a forma di mezzaluna tra Bosnia e coste africane; da Mosca, a raggiera verso Asia centrale, Finlandia, Baltici, Ucraina e Caucaso. Il centro guarda ai popoli della periferia con la superiorità paternalista del civilizzatore e impone la sua lingua, la sua cultura e la sua amministrazione.

Morte di Elisabetta: la fine dell’Impero e la fine dell’Unione sovietica

La fine dell'Unione sovietica
Il racconto in video della fine dell’URSS – di Luca Lovisolo

Quando gli imperi cominciano a cadere, si pone il problema di come gestire il loro smembramento e la storia successiva. Tra lo scioglimento dell’impero britannico e la fine di quello sovietico non si potrebbe immaginare una storia più diversa. Il Commonwealth riunisce i popoli che furono parte della corona inglese. Sopravvive ancora oggi e ha trasformato in regime di cooperazione alcuni elementi che li accomunavano sotto la dominazione di Londra. Importanti Paesi nati dalla fine dell’Impero britannico riconoscono ancora come loro capo di Stato il sovrano inglese.

Michail Gorbačëv, morto per involontaria coincidenza pochi giorni prima di Elisabetta II, nel 1991 tenta di opporsi alla fine dell’Impero russo, già cadente al termine della Prima guerra mondiale e sopravvissuto per opera di Lenin sotto forma di Unione sovietica. La fine arriva, però, e travolge anche lui. La possibilità di mantenere qualche legame tra i popoli che ne furono parte annega oggi nella guerra in Ucraina. Alla fine del suo impero, Londra seppe fare un passo indietro, Mosca non ci riesce ancora adesso.

Nei resti dell’Impero britannico le tensioni non mancano. Le spinte verso il superamento del legame con la monarchia inglese si manifestano un po’ ovunque. All’interno dello stesso Regno unito, le conseguenze della Brexit riaccendono l’indipendentismo scozzese e risuscitano questioni sul futuro dell’Irlanda del Nord.

L’impressione è che queste tensioni fossero sopite dalla devozione verso l’anziana sovrana. Cosa avverrà da oggi, si vedrà.

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