Cade il governo Draghi: Russia, Ucraina e contesto

Cade il governo Draghi: Russia e contesto
Strasburgo, Parlamento europeo | © Frederic Koberl

Cade il governo Draghi: Russia, Ucraina ed Europa punti focali del contesto internazionale della crisi. La posizione dei tre partiti italiani che hanno indotto la caduta del governo Draghi ha un precedente storico. Tra gli anni Trenta e la fine della Seconda guerra mondiale, in Europa si imposero uomini e movimenti politici che si ispirarono al fascismo di Mussolini e al nazismo di Hitler.


Antonescu in Romania e Szálasi in Ungheria, Salazar in Portogallo e Franco in Spagna, con altri ancora, si convinsero che nazismo e fascismo avrebbero prevalso. Così, quei politici e i loro partiti si allearono a Hitler e Mussolini con fantozziana deferenza, ne copiarono i programmi e talvolta persino la simbologia. Governarono i loro Paesi come imitazioni servili dei regimi di Roma e Berlino.

Il regime russo sta agendo in Ucraina ed Europa come Hitler agì in Polonia e poi nel resto del Continente. Molti politici europei sono convinti che la Russia prevarrà. Forti di questa convinzione, si sono posti da tempo al servizio del Cremlino, per accreditarsi come fedeli collaboratori quando Mosca avrà schiacciato ogni residua resistenza e realizzerà il progetto di un’Eurasia autoritaria a guida russa, da Lisbona a Vladivostok.

Cade il governo Draghi: Russia, Ucraina e partiti filorussi

La fine dell'Unione sovietica
Il racconto in video della fine dell’URSS – di Luca Lovisolo

I partiti filorussi europei – e i trumpiani in USA – saranno la chiave del trionfo di Putin (o del suo successore), quando la Russia aggredirà gli Stati ex sovietici oggi NATO e dovrà assicurarsi che l’Alleanza non risponda all’aggressione.

I partiti italiani che hanno affossato il governo Draghi hanno rapporti stretti e conclamati con Mosca. Nella certezza che la Russia vincerà, sgomitano oggi come futuri principi reggenti dell’Italia a guida russa. Come per gli Antonescu e i Salazar citati sopra, la loro brama di potere personale si sposa, oggi meglio che mai, con il piano della Russia.

I tristi imitatori di Hitler e Mussolini finirono cadaveri alla fine della guerra, come i loro ispiratori, ma intanto la guerra ci fu e fu dura. Francisco Franco e António Salazar riuscirono a schiacciare Spagna e Portogallo sotto le loro dittature fino agli anni Settanta.

La Storia non ci aiuta a predire il futuro, ma a capire il presente sì. Di fronte ai fatti di questi giorni si devono evitare due errori. Il primo, credere che la caduta di Draghi sia dovuta solo a ragioni di politica interna. Queste esistono, ma a determinare i giochi è l’equilibrio tra Russia ed Europa.

Il secondo errore è illudersi che la popolazione italiana sia migliore del suo parlamento. La parte di italiani europeisti e fedeli ai valori dello Stato di diritto costituisce una minoranza non rilevante. Messa alla prova, la maggioranza si riconosce nel carattere prevalente del Paese: un misto tra il corporativismo economico fascista e la deresponsabilizzazione individuale di stampo marxista-leninista sopravvissuta alla fine del periodo sovietico.

La Chiesa cattolica, il cui fiancheggiamento giustificatorio al regime di Putin ormai non si nasconde più dietro le ambiguità curiali, benedice quella duttile maggioranza di italiani.

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