«Ridere per non piangere:» l’autore racconta

Raccontare una piccola verità diversa da quella che si legge sui giornali o sui siti delle aziende, sempre molto ottimisti: ecco perché ho scritto «Ridere per non piangere.» Da tempo pensavo di raccogliere i casi vissuti in anni di consulenza aziendale, ma, oltre al tempo, mancava l’idea giusta per scegliere la forma più adeguata. E’ arrivata dopo una discussione con un cliente…


Una discussione con un cliente che conoscevo da anni, la classica goccia che fa traboccare il vaso e mi ha fatto dire «adesso basta.» Ho capito che in fondo, per trattare un argomento in realtà molto serio, bastava raccontare semplicemente le situazioni che avevo vissuto, provando a rappresentare sorridendo un problema reale: l’estraneità della piccola e media impresa, vero nerbo dell’economia dell’Italia e di molti altri Paesi, rispetto all’evoluzione del mercato globale. Giornali e TV parlano delle imprese come di un sistema moderno e aperto al commercio internazionale, di imprenditori e dirigenti sicuri di sé, che navigano come capitani coraggiosi per i mari del mondo. Per chi ha lavorato quotidianamente a fianco di tanti piccoli e medi imprenditori, questo quadro non corrisponde sempre alla realtà.

Non volevo perdermi in considerazioni economiche o imprenditoriali, chi è interessato a questi aspetti trova letture in quantità. Grazie al mio ruolo, talvolta di interprete o traduttore, ma altre volte, invece, coinvolto come vero e proprio consulente per le relazioni con clienti e fornitori esteri, volevo svelare aspetti poco noti di come si svolgono le relazioni commerciali internazionali, lasciando al lettore le conclusioni e, si spera, un filo di buon umore.

Non sempre si sa cosa c’è dietro alla «partita» del commercio internazionale, soprattutto quando i suoi giocatori sono le piccole e medie imprese. L’apparente sicurezza di tanti imprenditori, talvolta, è solo una difesa di facciata. Raccontare situazioni veramente vissute sul campo permette di far conoscere questo aspetto della vita lavorativa da un punto d’osservazione insolito. Le storie di «Ridere per non piangere» sono tutte vere: i nomi dei protagonisti e delle località sono stati modificati, ma i casi sono reali e vissuti in prima persona.

I racconti sono brevi, ho scelto delle vicende particolarmente emblematiche, dalle quali ho ricavato una consapevolezza: per quanto il Governo di un Paese si sforzi di sviluppare l’economia e risollevarla dalle sue crisi, non vi saranno mai né una vera crescita economica né un autentico sviluppo se gli imprenditori non hanno le basi culturali necessarie per affrontare la complessità del mercato di oggi. Alla fine, sono loro che devono vendere, firmare contratti, generare occupazione. In questi casi, limiti personali diventano limiti di un’intera collettività. Superarli è possibile solo con un fortissimo impegno nella formazione e con tanta buona volontà nell’affrontare il cambiamento.

Ridere per non piangere
di
Luca Lovisolo

Imprenditori italiani alle prese con il mondo
64 pagine 13.5×21 | Archomai, Lugano, 2011
ISBN: 978-88-906130-1-2
Non in vendita nelle librerie


>Acquistare

Commentare questo articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*