Україна 1.8, Leopoli – Incontri

I viaggi di documentazione sono così: arrivi sul posto, per un po’ hai quasi l’impressione di perdere tempo fingendoti turista, senza che accadano fatti particolari. Poi, all’improvviso, succede qualcosa, di solito un incontro casuale o quasi, e le cose cominciano a girare a un’altra velocità. Questa volta è la visita al carcere-museo di Lonckoho. Lo sapevo, questi museini sono straordinari, vengono spesso gestiti su base volontaria dagli stessi fondatori o da cultori della materia. Si entra in un vero carcere, usato prima dai polacchi, poi dai nazisti e infine dai sovietici per annientare gli oppositori politici. E’ rimasto com’era nei primi anni ’60, volutamente non restaurato, alcune celle sono state adattate a salette per museo. Mi assegnano a un gruppo di visitatori eterogeneo, oltre a me ci sono tre coppie di giovani, una di ucraini di Kiev, l’altra di ucraini di Odessa, gli altri sono due studenti americani. Alla fine del giro, da una banale considerazione, con la responsabile che ci guida nasce una discussione sulla lingua e, inevitabilmente, sui fatti dell’Est Ucraina, che basta da sola a giustificare il viaggio sin qui, ma che non può essere sintetizzata in questo spazio. Ci sarà nel libro…

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