Україна 2.11, Odessa – Persone di oggi e di ieri

Ed ecco l’incontro che dà senso a un viaggio di documentazione. Arriva inaspettato, come sempre: la visita al museo predisposto nella casa in cui, qui a Odessa, visse il poeta russo Puškin, la cui memoria pervade questa città come l’aria. Tra le altre cose, in una bacheca è esposta una copia del suo «Prigioniero nel Caucaso»… in italiano, ma non stampata in Italia, stampata qui a Odessa, dalla «Stamperia della città», come recita il frontespizio, nel 1837. Gli Italiani, come gli Ebrei, i Greci, gli Armeni e le numerosissime etnie che hanno fatto la grandezza di questa città, avevano qui una via e un quartiere. La cronaca ci fa pensare a questo Paese come popolato solo da ucrainofoni e russofoni, ma ancora oggi in Ucraina vivono una quindicina di diverse etnie e culture, ciascuna con le proprie lingue e tradizioni. Odessa e la sua regione sono un campionario di questa complessità. Puškin era anche un ottimo disegnatore: sui suoi manoscritti ritraeva i tipi umani che vedeva per le strade, e qui capisco perché è stato provvidenziale restare tre ore in coda in stazione, per acquistare un biglietto: nei disegni di Puškin ritrovo, mutatis mutandis, tutte le tipologie di persone che ho visto con i miei occhi, ancora oggi presenti: c’è il tipo slavo, lo zigano, poi il classico tipo mediterraneo meridionale, il tipo arabo… oggi si aggiungono le persone di colore, venute qui per gli «scambi culturali» di epoca sovietica tra URSS e Paesi africani che aderivano al blocco comunista.

La responsabile del museo, quando le spiego perché sono qui, parte per la tangente e, nel suo bel russo meridionale, mi racconta un sacco di cose sulla storia e sulle particolarità di questa città, mi consiglia letture e luoghi da visitare. Il pomeriggio è dedicato al mercato dei libri usati, sempre stimolante, poi al museo della cultura greca a Odessa.

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