Україна 3.23, Char’kov – Gelo e corvi in città

10896970_10202419618930628_129431765365494479_nPer capire questi luoghi e gli uomini che ci vivono bisogna infilarsi in una di queste viette laterali, coperte di neve, a svariati gradi sotto zero. Deserto, silenzio, qualche signora infreddolita che passa in fretta, case sbocconcellate, il vento che solleva il nevischio. Su tutto il gracchiare sgraziato dei corvi, neri, col beccone lungo, che svolazzano di qua e di là tra gli alberi sui due marciapiedi, si posano velocemente sul ghiaccio di questa Via Frunze, dalle parti del liceo tecnologico. Sono nel centro di una città di un milione e mezzo d’abitanti, ma potrei anche essere in qualche villaggio in mezzo a una foresta ghiacciata chissà dove. Qui si capisce perché i poeti di queste latitudini glorificano il Gelo come se fosse una persona, un carattere, un personaggio in cerca d’autore che prende vita propria. Sarebbe lo stesso in una via ghiacciata di Zurigo o di Milano? No. No so esattamente dire perché, ma qui è un’altra cosa.

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