Україна 3.22, Char’kov – Incontri a colazione e ricordi

10452289_10202419165519293_3612299858387885673_nStamattina temperatura meno 9, cielo grigio, vento, mulinelli di nevischio sull’asfalto. Dopo il bombardamento di ieri su Mariupol, da un balcone del palazzo che vedo dalla finestra dell’hotel sventola stancamente, da stamane, una bandiera ucraina (in alto a sinistra nella foto). A colazione siamo in due, gli unici ospiti dell’hotel questa domenica, non hanno nemmeno attrezzato il buffet, servizio personalizzato. L’altro è un tedesco (in tutti i viaggi, ovunque vada, incontro sempre almeno un tedesco!), un tecnico in pensione che lavora come consulente per una tipografia di qui. Mi spiega che le tipografie di questa zona, con la guerra, hanno visto crollare il loro mercato di riferimento, che era quello russo. Ora stanno cercando di agganciare quello europeo, ma devono ancora lavorare molto per raggiungere il livello qualitativo richiesto. Comodo, parlare per un po’ in tedesco. Mi tornano in mente anni più verdi, quando accompagnavo come interprete persone come lui a svolgere i compiti più impensati in uffici, stabilimenti, officine. Anni ruggenti, in cui seguire un meccanico che doveva mettere a punto un tornio o un CNC in Germania o in qualche fredda contea dell’Est mi riempiva di entusiasmo; anni ai quali devo una parte importante delle esperienze che mi permettono di fare ciò che faccio oggi. Mi ripassano in mente, come un film, tutte le avventure di quella stagione di vita, le persone, i posti, i freddi, i caldi, gli odori. Dico in russo all’addetto alla reception che da ieri il mio televisore non funziona, ho bisogno di vedere i notiziari. Viene su, armeggia un po’, telefona a qualcuno, poi sostituisce di brutto il mio apparecchio con quello di una stanza vicina. Funziona per dieci minuti, poi di nuovo nebbia. Le cose da fare in città sono fatte, domani si parte, oggi sarebbe stata la giornata ideale per restare in camera a mettere ordine fra gli appunti e la dozzina di libri acquistata ieri in una libreria del centro, ma stamattina ogni dieci minuti va via l’elettricità, Internet funziona come l’albero di Natale e in tutto l’edificio regna un silenzio sepolcrale. Sfido il freddo e mi faccio un giro in città, chissà se nel pomeriggio elettricità e connessioni si saranno risvegliate dal loro sonno inquieto…

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