Україна, 3.16, Char’kov – «Volodia del Decespugliatore»

Volodia: signore baffuto e rubicondo di mezza età, loquace anzichenò, forse un po’ alticcio, vestito da lavoro, porta in spalla un grosso decespugliatore, non si capisce che uso possa farne, visto che aiuole e giardini sono tutti ricoperti da una spessa coltre di ghiaccio. Mi vede davanti alla Facoltà di giurisprudenza, mentre, rigirando tra le mani la cartina, cerco di capire dove sia il 28 della Petrovskaja. Mi si para davanti come uscisse da uno specchio, pare il gattone di Voland ne Il Maestro e Margherita di Bulgakov. «Cosa cerchi?» Spiego. «Ah! Ti faccio vedere dov’è la Petrovskaja, ti accompagno.» In effetti sono andato troppo avanti. «Da dove vieni? – Svizzera» A questo punto comincia a mischiare il suo russo con un improbabile tedesco. «Io Volodia. Was sagen sie?!…» Capisco che sta traducendo malamente in tedesco l’espressione russa как тебя зовут, cioè vuol sapere come mi chiamo. Rispondo, sperando che riprenda al più presto a parlare in russo, lingua che capisco meno spontaneamente del tedesco standard, ma certamente meglio del tedesco parlato da lui. Intanto passiamo davanti alla scuola di agraria, mi dice con orgoglio di aver studiato lì. Ecco perché, forse, sa usare il decespugliatore sul ghiaccio. «Cosa cerchi sulla Petrovskaja? – Il Museo dell’Olocausto – Ah! Bellissimi, i musei, qui ne abbiamo tanti» e continua nel suo misto di russesco, mentre, preso dall’entusiasmo, per poco non colpisce con la coda del decespugliatore una preoccupatissima babuška (di quelle del post precedente) che passa sul marciapiede in direzione opposta e si lamenta a gran voce. «Quella è la Petrovskaja. A che numero devi andare? – Al 28 – Allora devi attraversare qui.» Ciao Volodia, ringrazio e arrivo al museo senza colpo ferire. Fai di questi incontri e capisci da dove è nata la letteratura in lingua russa, con i suoi personaggi dell’assurdo, ma mai così assurdi da non poterne incontrare uno, soprattutto da queste parti.

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Un commento

  1. Simpaticissimo questo articolo! 🙂

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