Le novità «Il diritto per tradurre» da settembre

Due le novità principali per il prossimo ciclo del corso: una nuova modalità di iscrizione e i laboratori di traduzione. Le iscrizioni si chiudono il 29 giugno, le lezioni cominciano il 26 settembre. Il corso trasmette la capacità di analisi dei testi giuridici per tradurli con consapevolezza. Il rapporto con le fonti del diritto e la capacità di analizzare i testi sono i capisaldi della traduzione giuridica.


 

Il nuovo ciclo del corso «Il diritto per tradurre» inizia anche quest’anno l’ultimo mercoledì di settembre: per chi vuole frequentare l’intero corso le iscrizioni si chiudono il 29 giugno. Con questo nuovo ciclo di lezioni entrano in vigore due importanti novità, che riguardano le modalità di iscrizione e i laboratori di traduzione.

Per quanto riguarda le modalità di iscrizione, è ora possibile beneficiare del pagamento rateale anche frequentando solo il primo anno. Il pagamento rateale, previsto per chi si iscrive all’intero corso, permette anche un sensibile risparmio sul prezzo complessivo. In precedenza, questa formula di frequenza era disponibile solo per chi si iscriveva a entrambi gli anni di corso.

Da quest’anno è invece possibile scegliere di iscriversi in modalità rateale solo al primo anno, che comprende i moduli su contratti, diritto societario e commerciale, diritto di famiglia, successorio e del lavoro. Entro fine giugno dell’anno successivo il partecipante può poi decidere se proseguire con il secondo anno, dedicato al diritto penale, alle procedure civile e penale e al diritto internazionale.

Resta possibile, naturalmente, iscriversi a singoli moduli, per chi è interessato a specifici aspetti della materia.

L’altra novità dell’anno sono i laboratori di traduzione: si svolgono a Lugano, sono compresi nel prezzo del corso e sono facoltativi. Ciò significa che i contenuti del programma «Il diritto per tradurre» possono essere colti pienamente anche senza partecipare ai laboratori, per chi non ha l’opportunità di venire a Lugano o non lo ritiene utile per le proprie esigenze. Si tratta di quattro giornate di otto ore di laboratorio ogni anno, che si svolgono l’ultimo fine settimana di giugno e l’ultimo fine settimana di settembre.

I laboratori si compongono di esercitazioni di traduzione, su testi proposti dal docente ma anche su tematiche specifiche segnalate dai partecipanti. Sono aperti esclusivamente agli iscritti a «Il diritto per tradurre» (non è possibile partecipare ai soli laboratori come esterni) e sono compresi nel prezzo del corso. Ogni partecipante può accedere a quanti laboratori vuole, purché conosca la lingua in cui si svolgono. Lingue e tematiche dei singoli laboratori sono indicate dal docente sulla base delle lingue di lavoro e delle esigenze degli iscritti al corso.

Altre novità del corso sono i moduli Tutele professionali del traduttore (M83) e Geografia giuridica (M85), già presenti nel programma, ma ora completamente rinnovati nella grafica e nei contenuti. Entro l’estate sarà rivisto in toto anche il modulo di diritto internazionale (M86).

Per il resto, il corso «Il diritto per tradurre» conferma le sue caratteristiche essenziali: è un corso di diritto per la traduzione, che fornisce le capacità di analisi dei testi per tradurli consapevolmente, apprendendo la terminologia giuridica senza compromessi a partire dalla conoscenza degli istituti e delle fonti del diritto.

I partecipanti apprendono un metodo che poi applicano alle proprie lingue di lavoro e agli ordinamenti dei Paesi con i quali lavorano. Tutti i dettagli sul corso e sulle diverse modalità di iscrizione, che per chi vuole beneficiare del pagamento rateale si chiudono il 29 giugno, si trovano a >questa pagina. Per essere sempre informati ci si può abbonare a >Trabant.

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