Fissare i prezzi per agenzie e clienti diretti

Anziana maneggia banconote | © Niels Steeman
Anziana maneggia banconote | © Niels Steeman

Nei giorni scorsi si è sviluppata su una rete di socializzazione fra traduttori un’interessante discussione sul rapporto economico con i clienti: quando il traduttore lavora con clienti diretti, deve richiedere prezzi inferiori o uguali a quelli praticati dalle agenzie? Provo a offrire alcuni spunti sul tema, fondati sull’esperienza e sull’osservazione del mercato.


 

In questo contributo parto dal presupposto è che il traduttore dovrebbe puntare a ottenere non solo gli stessi prezzi che i clienti diretti pagano alle agenzie, ma, ove possibile, anche prezzi superiori. Quest’affermazione si fonda sulle considerazioni seguenti.

Dal punto di vista dei costi di gestione, quando lavora senza intermediari, il traduttore subisce oneri di marketing e di gestione del portafoglio clienti analoghi a quelli delle agenzie, che deve compensare. Infatti:

  • La ricerca e la cura dei clienti diretti sono più dispendiose in termini di tempo e di denaro;
  • Il lavoro che proviene dai clienti diretti può essere meno costante e meno organizzato;
  • La gestione del cliente diretto può richiedere più frequentemente riunioni o attività organizzative non pagate separatamente.

Dal punto di vista del valore, il traduttore singolo può offrire al cliente diretto un insieme pregiato di valori aggiunti, rispetto all’agenzia. In particolare:

  • Garantisce maggior riservatezza negli incarichi, grazie al rapporto unico e diretto;
  • Assicura un coinvolgimento più profondo negli incarichi maggiormente complessi e delicati;
  • Grazie al rapporto di fiducia personale, può offrire consiglio e consulenza nelle relazioni con l’estero.

Un’agenzia di traduzioni offre un servizio in cui prevale la competenza di processo: è l’interlocutore ideale per incarichi che richiedono la lavorazione di più lingue o di grandi quantitativi in tempi rapidi o includono più fasi oltre la sola traduzione (ad esempio l’impaginazione).

Il traduttore, al contrario, offre una consulenza professionale in cui prevale la competenza di prodotto, più profilata e legata alla sua persona, al suo talento individuale e alla sua capacità di suscitare fiducia ed empatia con il cliente. Questa competenza può avere un valore di mercato ben superiore, rispetto a quella delle agenzie, analogo a quello di ogni altra professione intellettuale.

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E’ una grave perdita, svendere il valore aggiunto del traduttore singolo a un prezzo inferiore a quello praticato dalle agenzie. Per valorizzare le sue peculiarità, d’altra parte, il traduttore deve osservare alcuni principi e superare certi limiti sempre meno accettabili, anche se ancora molto diffusi nel settore linguistico:

Per garantire riservatezza, coinvolgimento e vicinanza al cliente può essere necessario varcare il limite psicologico del «non tradurre verso la lingua straniera.» Pur riconoscendo che non avrà mai la stessa ricchezza ed elasticità d’espressione, il traduttore deve disporre della competenza necessaria per tradurre in forma grammaticalmente e stilisticamente corretta in almeno una delle lingue straniere che conosce, per affrontare da solo, nelle due direzioni linguistiche, quanto meno gli incarichi più comuni. In un rapporto autenticamente professionale e personalizzato, di alto valore per il cliente, non sempre si può coinvolgere un secondo traduttore, per tradurre verso la lingua straniera.

Per suscitare la fiducia del cliente il traduttore deve disporre di adeguate e autonome competenze nella materia di specializzazione. Deve essere in grado di sostenere con il cliente una conversazione sull’argomento della traduzione, dimostrandosi esperto della materia indipendentemente dagli aspetti linguistici.

Il traduttore deve curare un’immagine professionale coerente e allo stesso livello di altre categorie professionali: dal sito Internet alle presenze sulle reti sociali, sino ai biglietti da visita, al modo di presentarsi e alle modalità di reperibilità. Sarà indubbiamente aiutato se svilupperà capacità di negoziazione e vendita.

Non sempre i traduttori si preoccupano a sufficienza dei tre punti conclusivi, sebbene si osservino, negli ultimi anni, sensibili progressi. In mancanza, al traduttore singolo non resta che combattere facendo scendere il suo prezzo al di sotto di quelli delle agenzie.

Al contrario, i traduttori che sviluppano la loro attività tenendo conto di questi elementi riescono generalmente a entrare in contatto con una clientela disponibile a riconoscere il loro lavoro, anche economicamente, in una misura che può essere superiore alle agenzie di traduzione, considerate come più generiche «prestatrici di servizi.» In questo contesto l’attività del traduttore professionista e quella delle agenzie non si pongono sempre e per forza in concorrenza, ma possono utilmente coesistere, per incarichi di genere e grado di difficoltà diversi.

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4 commenti

  1. Grazie Luca, molto interessante. Il secondo punto è forse quello più difficile almeno per me perché implica, penso, di mettersi a studiare sistematicamente, in aggiunta all’impegno di ricerca richiesto di volta in volta dagli incarichi delle agenzie.

    • Luca Lovisolo

      E’ necessario concentrarsi su uno, al massimo due settori di specializzazione, da conoscere a fondo, non solo dal punto di vista linguistico. In caso contrario non si raggiunge la profilazione che permette di ottenere riconoscimenti economici superiori.

  2. Buongiorno, sono un traduttore freelance editoriale che sta avendo l’opportunità di tradurre un’opera di un autore inglese in italiano. Trovo difficoltà a trovare, al momento, una casa editrice interessata (il cui motivo principale è la difficoltà di inserirla nel loro catalogo). La casa editrice del libro originale spingerebbe comunque verso questa operazione (offrendo anche delle copie omaggio). Le chiedo se alla fine sia possibile proporre la traduzione per tale casa editrice e poi lasciare a loro l’incombenza della distribuzione in Italia. E’ Fattibile? E’ mai accaduto? Grazie per l’attenzione.

    • Buongiorno, temo di non capire bene il Suo quesito. Se la difficoltà della casa editrice italiana è solo di non riuscire a inserire il testo nel catalogo, è possibile che Lei abbia scelto un editore inadatto all’argomento del libro. Ogni editore ha la propria linea. Ne cerchi altri, se l’opera vale e se c’è l’interesse dell’editore del testo in lingua originale, una soluzione si troverà. Se desidera spiegarmi meglio il caso, lo faccia eventualmente in privato, utilizzando il formulario di contatto. Cordiali saluti. LL

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