Autopubblicare una traduzione: i diritti d’autore

Rubrica: Professione traduttore
Rubrica: Professione traduttore

 

Eseguire e pubblicare in proprio una traduzione può essere un’alternativa alla collaborazione con un editore? Non si parla qui di piattaforme come la nota Babelcube e altre simili, alle quali è dedicato un precedente contributo (>qui). Le nuove tecnologie offrono a tutti, o quasi, la possibilità di trasformarsi in editori di se stessi: se ciò vale per gli autori, può funzionare anche per i traduttori? Con quali limiti e prospettive? Questo articolo è dedicato all’aspetto giuridico più delicato di quest’attività, il diritto d’autore di chi ha prodotto in originale l’opera che il traduttore desidera tradurre e proporre in autopubblicazione. Le risposte avute all’articolo citato sopra sono state di stimolo a trattare più da vicino le particolarità di questo istituto, questa volta dal punto di vista del traduttore che desideri lanciarsi nella pubblicazione in proprio di un’opera straniera.

Il «diritto d’autore» è un diritto soggettivo che conferisce al creatore di un’opera la forza di pretendere, da una parte, un compenso economico per l’utilizzo della medesima e, dall’altra, il rispetto di alcune prerogative morali in quanto «padre» della creazione stessa («diritto di paternità»).  Sotto il profilo oggettivo ordinamentale, il diritto d’autore rientra nella sfera della tutela della proprietà (intellettuale, in questo caso) e in quella della protezione della personalità e dell’identità dell’autore.  L’autore, in sintesi, può esigere di essere ricompensato materialmente per ogni utilizzo della sua opera (inclusa la traduzione in altra lingua) e pretendere che l’opera non sia deformata o usata in modi che alterino il suo pensiero o le intenzioni e la qualità della creazione.

Sono tutelate da diritto d’autore tutte le opere contraddistinte da creatività e originalità. Non è questo il luogo per addentarsi nelle infinite diatribe, anche giudiziarie, sorte sui tratti che distinguono un’opera creativa e originale da un’altra che non lo sia. Qui dirò che la tutela è sempre presente sulle opere letterarie. Può estendersi alle banche dati, secondo determinati criteri, ma queste non sono, solitamente, oggetti interessanti per l’autopubblicazione. Vi sono generi di testo esclusi dalla tutela del diritto d’autore: ad esempio, gli atti giudiziari e altri atti delle pubbliche amministrazioni, oppure la manualistica tecnica. Su quest’ultima, però, la tutela può essere invocata se i manuali presentano un sufficiente grado di inventiva e non si limitano a utilizzare parole e costrutti comuni. Difficilmente sarà tutelato un manuale scritto interamente con espressioni come «premere il bottone rosso,» «svitare la vite C» e simili. Sarà protetto, invece, un manuale scolastico o un saggio di diritto o di meccanica, anche se hanno contenuto tecnico: in essi, infatti, la creatività dell’autore prevale sulla mera rappresentazione di fatti. Non è infrequente, su questi aspetti, imbattersi in prese di posizione diverse e contraddittorie.

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Il diritto d’autore si articola, s’è detto, in una componente morale e in una patrimoniale. Per l’esistenza del diritto morale, prima di tradurre un’opera dobbiamo accertarci che l’autore acconsenta alla sua traduzione e diffusione in un’altra lingua, e che egli gradisca di affiancare il suo nome a quello del traduttore. Un autore attento sa che una cattiva traduzione può compromettere la sua reputazione. Vorrà perciò accertare la qualità del lavoro, la destinazione che esso avrà in quella lingua e il profilo del traduttore.

In forza della componente patrimoniale del diritto d’autore, poi, l’autore ha il potere di pretendere un indennizzo economico per la traduzione della sua opera. Può trattarsi di un importo forfetario o di una percentuale sulle copie vendute. E’ libero di definirlo dispositivamente e di negoziarlo direttamente con editori e traduttori, oppure di affidarlo ad agenti o a specifiche società di amministrazione (in Svizzera, la SUISA; in Italia, la SIAE). Provvedimenti recenti hanno liberalizzato la scelta della società di gestione dei diritti: un autore non è più tenuto ad affidarsi esclusivamente alla società ufficiale del suo Paese. Può accadere, perciò, che la ricerca debba estendersi oltre le sigle più comuni. Il ruolo di queste società riveste particolare importanza per le opere destinate alla rappresentazione, ad esempio le pièce teatrali e qualunque altra creazione soggetta a esecuzione dal vivo o a riproduzione meccanica.

Il diritto patrimoniale d’autore ha, di principio, una durata di settant’anni a decorrere dalla morte dell’autore. I libri di autori deceduti da più di settant’anni, perciò, rientrano nel cosiddetto «pubblico dominio» e possono essere tradotti, nei casi normali, senza particolari formalità. La durata di settant’anni è unificata a livello europeo, ma è sempre bene svolgere una preventiva ricerca in riferimento all’autore specifico.

I diritti morali dell’autore, al contrario, non sono soggetti a termine di decadenza. Fare uso scorretto di un’opera (ad esempio, tradurla per esporre l’autore a ludibrio oppure utilizzarla in contesti che disonorerebbero la sua memoria) può suscitare la reazione degli eredi, che sono legittimati attivi nel tutelare l’onore dell’autore scomparso e l’integrità delle sue creazioni, senza limite di tempo.

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Il traduttore matura un proprio diritto d’autore sulla traduzione di un’opera tutelata. Questo non va confuso con il diritto dell’autore a farsi riconoscere economicamente la traduzione di una sua opera. Ciò significa che il traduttore, a sua volta, avrà sulla sua traduzione le stesse prerogative che l’autore ha sull’opera originale. E’ facile intuire che da questa doppia tutela possono sorgere situazioni di conflitto. L’autore potrebbe esigere che il traduttore rinunci ai propri diritti, per trasferirli in capo a sé: è ciò che accade, ad esempio, se si traduce per una delle più note piattaforme di contatto fra autori e traduttori, come abbiamo visto nell’articolo citato in apertura. Oppure: se i diritti restano in capo al traduttore e l’autore decide di ritirare dal mercato l’opera in lingua originale, cosa accadrà della traduzione? Queste eventualità vanno previste in dettaglio negli accordi che si stipuleranno fra autore e traduttore.

Prima di tradurre un testo per pubblicarlo in proprio è indispensabile, in conclusione, accertare queste circostanze:

  • L’opera è, per il suo genere, tutelata da diritto d’autore?
  • L’autore è vivente o morto da meno di settant’anni?
  • Chi è il titolare dei diritti di traduzione, se non sono scaduti?

Le fonti d’informazione possono essere l’autore stesso, se in vita, gli eredi, se noti, oppure il suo editore, gli agenti letterari e le società nazionali di gestione dei diritti. Se il traduttore decide di tradurre e pubblicare in proprio un’opera tutelata, dovrà assolutamente fissare l’accordo con l’autore, con i suoi eredi o con chi ne gestisce gli interessi, in un contratto in forma scritta, a tutela delle proprie prerogative. L’assistenza potrà essere richiesta a uno studio legale specializzato in questa particolare branca del diritto.

E’ tutto molto più semplice se si sceglie di tradurre e pubblicare un testo che per il suo genere o per il tempo trascorso dalla scomparsa dell’autore non è tutelato da diritti di proprietà intellettuale. In questo caso è comunque consigliabile prestare attenzione alle opere frutto di revisione, rielaborazione o cooperazione: sarà bene accertarsi che non vi siano altri soggetti, oltre all’autore principale, che potrebbero avervi delle pretese, come fotografi, illustratori, revisori. Poiché i termini di scadenza dei diritti, al di là del termine di base di 70 anni dalla morte dell’autore, possono subire prolungamenti o essere sottoposti a regolamentazioni particolari, specialmente nei Paesi extraeuropei, è sempre consigliabile svolgere una ricerca presso le autorità degli Stati interessati, prima di pubblicare una traduzione. Si eviteranno fastidiose richieste ex post di risarcimento del danno e ritiro dell’opera.

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6 commenti

  1. Buongiorno,
    Sto valutando di autopubblicare la traduzione di un’opera americana liberamente scaricabile da Progetto Gutenberg. I due autori sono deceduti rispettivamente nel 1924 e 1933, quindi nessun problema. Il libro in questione contiene l’introduzione di un autore deceduto nel 2008, tuttavia il sito riporta la seguente dicitura: “This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of the Project Gutenberg License […]” Posso stare tranquilla o meglio escludere l’introduzione? Grazie.

    • Gentile signora,

      Fino al 1976 vigevano negli Stati uniti norme piuttosto diverse da quelle europee, solo da quella data le due legislazioni si sono avvicinate. Nel 1998 è stato poi introdotto il noto Digital Millennium Copyright Act, che ha portato altre novità riguardanti in particolare l’ambito digitale. A una prima analisi ritengo che i due autori che Lei segnala possano essere considerati di pubblico dominio, ma Le consiglio in ogni caso di fare qualche ricerca a partire dal US Copyright Office (www.copyright.gov), per avere la piena certezza della disponibilità di queste opere. Questa sembrerebbe trovare conferma nella licenza del Project Gutenberg, ma vi sono delle variabili relative a possibili richieste di prolungamento del copyright che sarebbe meglio accertare. Quanto all’introduzione dell’autore defunto nel 2008, da come descrive la situazione sembrerebbe incluso nella stessa licenza, ma sarebbe bene sapere quali rapporti lui o i suoi eredi hanno regolato con il Project Gutenberg e come. Se tale introduzione non è essenziale alla comprensione del libro, potrebbe essere prudente escluderla dalla traduzione, se non intende imbarcarsi in ricerche ulteriori. Le suggerirei quasi di… scrivere Lei stessa una nuova introduzione, come traduttrice. Quando avrà tradotto l’opera la conoscerà molto bene e potrà senz’altro fare interessanti considerazioni introduttive per i lettori. Cordiali saluti. LL

  2. Gent.mo Luca, sto traducendo un’opera dal tedesco tutelata da diritti.Essi sono stati acquisiti da una casa editrice italiana con la quale ho firmato un regolare contratto.Ora mi chiedo, i diritti di traduzione possono essere acquisiti anche da un’altra casa editrice italiana o sono in esclusiva? La ringrazio.

    • Gentile Daniele,
      L’autore è libero di gestire i diritti come preferisce, perciò teoricamente può cederli anche in via non esclusiva. Nei fatti, però, gli editori normalmente esigono la cessione esclusiva, almeno per un certo numero di anni, poiché la possibilità che la stessa opera possa essere tradotta e pubblicata in una stessa lingua anche da altre editrici comprometterebbe il loro investimento. Verifichi, in questo senso, le clausole del contratto, ma ritengo difficile che la cessione possa essere avvenuta senza che l’editore si sia garantita l’esclusiva. Cordiali saluti. LL

  3. Giulio Fabricatore

    Gent.mo Luca,
    ho appena finito di tradurre dal tedesco un romanzo di un noto autore, opera coperta dal diritto d’autore. Di tale opera è stata pubblicata nel 1997 una traduzione per una notissima casa editrice. Tale traduzione italiana è da molti anni scomparsa dal mercato. La mia domanda è: i diritti editoriali su una traduzione si riferiscono a quella specifica traduzione o si estendono a qualsiasi traduzione (anche nuova e diversa) di quella stessa opera? Le faccio miei complimenti per la sua disponibilità e la ringrazio in anticipo. GF

    • Gentile Giulio,
      Il fatto che la traduzione non sia più in commercio non dice nulla sullo stato dei rapporti giuridici tra l’autore (o i suoi eredi) e l’editore italiano. Su una traduzione gravano due tipi di diritti: quello dell’autore del testo originario, che riguarda tutte le traduzioni (deve approvare e ricevere un riconoscimento economico su qualunque traduzione da chiunque svolta), e quello del traduttore, che riguarda la singola traduzione. Se Lei pubblica la Sua nuova traduzione, non lede il diritto d’autore dell’altro traduttore sulla traduzione già esistente (salvo situazioni particolari), ma quello dell’autore dell’opera originaria sì. Teoricamente un autore può concedere il diritto di traduzione a un numero infinito di traduttori, ma nei fatti, per ragioni di efficienza economica, nascono rapporti di esclusiva tra l’autore (o chi lo rappresenta) e un solo editore per ciascuna lingua. Anche il traduttore potrebbe essere legato direttamente all’autore in qualche forma di esclusiva. Il legame di esclusiva può perdurare anche dopo l’esaurimento o l’uscita dal mercato della traduzione. Le consiglio vivamente, perciò, di contattare l’autore (se in vita) o i suoi eredi, oppure l’editore italiano, per conoscere lo stato dei rapporti giuridici esistenti su tale testo, eviterà di incappare in spiacevoli inconvenienti. Se l’editore ha ritenuto di lasciar uscire dal mercato la precedente traduzione, ciò potrebbe anche essere avvenuto perché la ritiene non più adeguata. Avere un traduttore che gliene propone una nuova potrebbe non dispiacergli. E’ una mera ipotesi, ma non trascurerei di tentare questa opportunità. Cordiali saluti. LL

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