Emma Bonino: «L’ISIS era prevedibile»

In una lunga intervista televisiva con il giornalista Gianni Riotta, l’ex Ministra degli affari esteri italiana Emma Bonino ha confermato che almeno dal 2006 vi erano chiari movimenti verso la costituzione, tra Iraq e Siria, di un’entità che avrebbe segnato una svolta tragica, nel già difficile scenario di quella regione. L’evoluzione successiva, perciò, non è giunta inaspettata.  


 

Tra le scuse più irritanti, a proposito dell’autoproclamato califfato islamico che oggi occupa di fatto parti di Iraq e Siria, comunemente detto ISIS o IS, vi è che la sua comparsa fosse «imprevedibile.» Un’autoassoluzione che viene anche dalle bocche di quotati analisti internazionali. In realtà, non è possibile giustificare l’incapacità dell’Occidente di gestire il sorgere del cosiddetto Stato islamico con l’impossibilità di prevederlo.

Nell’intervista, che brilla per totale alterità rispetto ai più triti luoghi comuni politici e giornalistici sul Medio oriente, la dott.ssa Bonino, stimolata con discrezione dall’intervistatore, dimostra una rara profondità di comprensione della situazione mediorientale, sorretta dal suo forte coinvolgimento personale, grazie dalla conoscenza delle lingue locali, ai suoi viaggi e contatti sul posto. Un patrimonio di competenza che poche altre personalità politiche, oggi, possono vantare, non solo in Italia, al di fuori di ogni appartenenza di partito. Le sue considerazioni toccano il ruolo dell’Occidente, la sopravvalutazione della questione israelo-palestinese e tanti altri aspetti, finalmente riportati fuori dalle gabbie di una lettura meramente retorica e partigiana.

 

 

 

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