Corea del nord, perché non riusciamo a fermarla

Uomo dietro una grata | © Jake Oates
Uomo dietro una grata | © Jake Oates

Cosa impedisce di fermare la Corea del nord e il suo riarmo nucleare? Questo articolo è tratto dal mio opuscolo «Due Coree, occasione perduta,» che in questo momento può essere scaricato gratuitamente,  per chi desidera approfondire questo tema di stretta attualità. I fatti della Corea del nord devono essere inquadrati nel contesto storico e globale, per comprenderne almeno qualche perché.


 

La civiltà coreana è molto antica: le tracce di una cultura coreana autonoma risalgono a tempi remotissimi. […] Situata in una posizione geograficamente e militarmente strategica, nella sua lunga storia la Corea è stata spesso divisa in più entità statali e ha raggiunto estensioni territoriali notevoli, sino a comprendere parte della Manciuria, la regione cinese – e parzialmente russa – immediatamente a ridosso della penisola coreana. […] La posizione geografica ha fatto per secoli della Corea una terra di contese tra Cina e Giappone, all’ombra del potente vicino russo e dei principali attori della scena mondiale. […]

Nel 1910, il Giappone annesse tout court la penisola coreana. Il dominio giapponese ebbe sulla Corea pesanti conseguenze storiche, sociali e culturali. Venne fieramente avversato dalla resistenza interna e dai coreani in esilio […]. Durante la seconda Guerra mondiale i coreani dovettero prestare servizio militare nelle fila dell’esercito giapponese, versando un pesante tributo di sangue […]. Di quel periodo è tristemente nota la vicenda dello schiavismo sessuale perpetrato dai giapponesi ai danni di decine di migliaia di donne coreane, costrette a seguire in guerra come prostitute i militari del Giappone. La controversia sulle scuse e sui risarcimenti dovuti dal Giappone per quegli avvenimenti ha trovato una composizione solo molto recentemente. […]

Cacciati i giapponesi, vi fu il proposito di sottoporre la Corea a un’amministrazione quadripartita affidata a Stati uniti, Unione sovietica, Regno unito e Cina, in attesa che si formasse un’entità statale indipendente coreana. L’esito fu invece la divisione permanente della Penisola in due Stati soggetti a due diverse sfere d’influenza: a nord una Repubblica socialista sotto controllo di Cina e Unione sovietica, a sud uno Stato con economia di mercato, situato nella sfera di influenza statunitense. […] La caduta dei regimi comunisti in Europa, che nel 1989 portò con sé la fine della «cortina di ferro» e la caduta del Muro di Berlino, non ebbe effetti sulla divisione tra le due Coree. […]

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La Corea del nord è di fatto isolata dal resto del mondo, se si fa eccezione per pochissime altre Nazioni come Cina, India o Cuba, ma anche Russia,  Iran e Venezuela, talune di queste contraddistinte a loro volta da regimi autoritari e da un discutibile contegno internazionale [che conservano con la Corea del nord rapporti economici o di prossimità ideologica]. Anche per questa ragione, oltre che per l’ostinato isolamento comunicativo nel quale è relegato il Paese, è molto difficile dare un quadro oggettivo delle condizioni di vita in Corea del nord. […]

Corso «Il mondo in cinque giorni»Se la Corea del nord deciderà di aggredire militarmente qualche Stato della regione, causandovi danni, morti e feriti, forse gli altri Paesi del mondo – in particolare gli Stati uniti, la Cina e la Russia – non potranno far altro che prendersela con se stessi. […] Dissolta l’Unione sovietica e la divisione dell’Europa, la questione tedesca poteva avviarsi a soluzione. Lo status della Corea, invece, toccava le relazioni tra Stati uniti, la Cina e l’intera regione asiatica. E la Corea rimase divisa, com’è tuttora. […]

Per tentare di capire cosa ci sia dietro le dichiarazioni bellicose del giovane dittatore coreano Kim Jong-un è utile ricordare come funzionava l’esercizio del potere nei Paesi comunisti dell’Europa dell’est. […] Inoltre, è possibile che il giovane Kim Jong-un sia espressione di rami familiari e correnti di potere in lotta fra loro, come dimostra anche il recente assassinio di suo fratello. […]

L’origine e l’incancrenirsi del problema nordcoreano sta nei rapporti fra Stati uniti e Cina, con la Russia nell’immediato retroscena: è qui che va trovata anche la soluzione. In Corea del sud, gli statunitensi hanno sostenuto per decenni regimi violenti e autoritari, che solo da poco sono stati sostituiti da una giovane democrazia. Nel nord, cinesi e russi hanno sostenuto per sessant’anni uno Stato fondato sulla repressione, sulla violazione dei diritti umani più elementari e sul culto della personalità. La situazione resterà spinosa sino a quando le tre potenze non muteranno le loro prospettive sulla regione.

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