La 52. Conferenza di Monaco sulla sicurezza

Monaco, scultura su angolo di casa | © Parallel dream
Monaco, scultura su angolo di casa | © Parallel dream

 

Nella cronologia Storify incorporata qui sotto metto a disposizione gli appunti che ho raccolto e condiviso via Twitter assistendo all’intera cinquantaduesima Conferenza sulla sicurezza tenutasi a Monaco di Baviera dal 12. al 14. febbraio 2016. Si è trattato, come ogni anno, di un appuntamento irrinunciabile per fare il punto sulle principali tematiche internazionali e sulla loro dinamica presente.

Inutile dire, se non per minimo dovere di cronaca, che al centro dell’intera Conferenza  vi sono stati i temi più caldi dell’attualità globale: la crisi ucraina e quella siriana, sul cui sfondo si muove la Russia con la personale interpretazione di realismo offensivo praticata da Vladimir V. Putin; il mutato scenario mediorientale dopo gli accordi sul nucleare iraniano, con le conseguenze sul ruolo di Israele e Arabia saudita; il disimpegno statunitense da molti focolai di crisi, che si compendia in posizioni che vanno dal crudo realismo vecchia maniera di John McCain sino al tenue idealismo, mitigato da molta rational choice, di John Kerry, che esprime la visione dell’amministrazione Obama, ormai a fine mandato.

Gli appunti non hanno pretesa di completezza, ma offrono uno spaccato degli interventi dal quale è possibile cogliere numerosi spunti di orientamento e approfondimento, provando a superare le dichiarazioni a effetto riportate dai giornali, che vi sono state, ma nel quadro generale della Conferenza devono essere molto relativizzate. Salvo poche eccezioni riconoscibili, gli appunti non sono commentati e riprendono solo quanto detto dai relatori. Quest’anno lo streaming della Conferenza non permetteva di seguire gli interventi in lingua originale. I miei appunti, pertanto, si basano sulla traduzione simultanea in lingua tedesca. Fa eccezione il discorso del Primo ministro russo Dmitrij A. Medvedev, la cui traduzione è stata molto carente, non per inabilità dell’interprete, ma per l’eccessiva velocità con la quale il capo del Governo russo ha l’abitudine di tenere i suoi interventi. Nella traduzione ne sono andate perse, così, numerose parti. Poiché il discorso ha indicato alcuni punti chiave delle posizioni russe sullo scenario globale, nelle prossime settimane ne farò qui un’analisi più dettagliata sulla base della versione originale russa.

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